Rutger Bregman è lo storico olandese che lo scorso 25 gennaio ha fatto un efficace discorso, quasi inaspettato, contro l’evasione fiscale durante il Forum di Davos, l’annuale incontro organizzato dal World Economic Forum tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale che si ritrovano per discutere con intellettuali e giornalisti selezionati delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

L’intervento di Bregman, che ha 30 anni ed è l’autore di “Utopia per realisti”, è diventato virale andando dritto al punto: «Qui le persone parlano di partecipazione, giustizia, uguaglianza e trasparenza, ma nessuno solleva l’argomento dell’evasione fiscale. Mi sembra di essere a una conferenza di vigili del fuoco e a nessuno è permesso parlare di acqua!»

Di seguito l’intervento completo, che abbiamo tradotto e sottotitolato per voi.

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Oggi, circa 4,3 miliardi di persone – più del 60 per cento della popolazione mondiale – vivono in una condizione di povertà debilitante, con meno di 5 dol­lari al giorno; la metà di loro non dispone di cibo a sufficienza. E queste ci­fre non hanno fatto che crescere negli ultimi decenni. Allo stesso tempo, i più ricchi stanno accumulando ricchezza a livelli che non hanno prece­denti nella storia dell’umanità.

In uno dei momenti più preoccupanti della nostra storia, con la disu­guaglianza a livelli record e il clima del nostro pia­neta che inizia a vendicarsi della civiltà industriale, abbiamo più bisogno che mai di chiamare le cose con il loro nome e di intervenire. Come? Attraverso le tasse, sostiene Bregman, in particolare sulle quote che spettano ai più ricchi.





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