canapa-piantagioneNella consueta conferenza stampa gli ufficiali della squadra mobile di Viterbo hanno snocciolato i numeri della grande operazione antidroga condotta nelle campagne di Bassano Romano: scoperta una maxi piantagione di cannabis, circa 50mila piante pronte per essere raccolte, già arrestato il responsabile nella persona di un 39enne del luogo. Il tutto a seguito di una “indagine lampo brillantemente condotta dal vice commissario della narcotici Luca Mezzera e coordinate dal pm Massimiliano Siddi”.

UN CLAMOROSO BUCO NELL’ACQUA. Il problema è che la maxi piantagione sequestrata era di varietà Futura 75 (cioè canapa legale certificata con percentuali di Thc inferiore allo 0,2% e priva di ogni effetto psicoattivo) coltivata a scopi tessili e industriali, e la piantagione era per giunta stata regolarmente comunicata secondo normativa di legge ai carabinieri di Bassano Romano. La canapa era coltivata per la società South Hemp Tecno, azienda che produce carta, bio-plastica e lettiere per animali in fibra di canapa, come dichiarato alla stampa dall’azienda stessa. Sarebbe bastato, insomma, che prima di procedere al maxi-sequestro il Pm e la polizia avessero chiesto informazioni a riguardo alla locale arma dei carabinieri per scoprire che si apprestavano a fare un enorme buco nell’acqua, oltre che una colossale figuraccia. Ma evidentemente se tante barzellette in questo paese hanno come protagonisti polizia e carabinieri, ci sarà un perché.

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il video dell’operazione diffuso dalla squadra mobile di Viterbo

GIORNALI LOCALI, SEMPRE AL SERVIZIO DELLE QUESTURE. In questa storia, della quale ci sarebbe solo da sorridere, se non fosse che coinvolge una persona onesta che è stata arrestata, un capitolo a parte lo meritano alcune testate locali. Le quali sono da sempre solerti nel trasformarsi in redazioni di passa carte delle questure, delle quali copia-incollano i comunicati senza alcuna verifica dei fatti. In questo caso sono riuscite a superarsi quando l’intera operazione ha cominciato ad assumere le sembianze di una figura barbina. Su News Tuscia, ad esempio, nel momento in cui è venuta fuori la verità sull’errore commesso da magistratura e agenti, hanno scritto quanto segue: “Gira la voce che per quel campo sarebbe stata chiesta l’autorizzazione al ministero delle Politiche agricole e che i carabinieri della locale stazione sarebbero stati avvisati. Sembra, si dice. Probabilmente queste voci che corrono insistentemente, potrebbero fare il gioco della difesa dell’uomo arrestato”. In pratica un comunicato nel quale un’azienda rivendicava la piantagione, comunicandone la legalità, è stato trasformato in una diceria da bar, probabilmente messa in giro per favorire l’accusato. Alle volte un po’ più di deontologia non guasterebbe, ma si sa: fare il giornalista di paese è una faticaccia, e se fai indispettire le autorità quelle potrebbero smettere di passarti le notizie in anteprima, col serio rischio di dover cominciare a fare i cronisti sul serio, faticando per trovare notizie vere. Un rischio che tra i panzuti uomini da desk in pochi, evidentemente, sono disposti a correre.





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