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Il Regno Unito dice che nessuna università italiana è alla sua altezza

Il Regno Unito apre le porte agli studenti di 37 prestigiose università estere, ma tra questi non vi è nessun ateneo italiano. Possibile

tra le università italiane il politecnico di Milano è un'eccellenza

Per gli studenti iscritti ai centri accademici presenti in una lista stilata dal governo britannico è ora possibile raggiungere il Regno Unito per cercare lavoro senza sponsor e senza avere contratti con determinate caratteristiche (tra cui un salario da almeno 30.000 euro all’anno), requisiti generalmente richiesti dopo l’uscita dall’UE.

Tra gli atenei presi in considerazione dalla cosiddetta High Potential Individual Visa, della durata di 2 o 3 anni a seconda del caso, rientrano 20 università statunitensi, 3 canadesi 2 di Hong Kong, 2 cinesi, 2 di Singapore, 2 svizzere, 2 giapponesi, 1 tedesca, 1 australiana, 1 francese e 1 svedese, scelte in base ai risultati ottenuti nelle classifiche Times Higher Education, QS World University e Academic Ranking of World Universities.

Restano fuori, invece, molte delle eccellenze italiane, come i Politecnici di Torino e Milano, la Bocconi, l’Università di Bologna o la Normale di Pisa, atenei da sempre riconosciuti per la loro qualità.

“I visti per chi ha una proposta di lavoro o ricerca, o per studiare all’università, non cambiano. I nostri atenei non sono compresi in questa graduatoria speciale che si basa sui ranking universitari, dove ai primi posti ci sono atenei particolarmente forti e costosi per ragazzi e famiglie e dove il rapporto tra docenti e studenti è ben diverso da quello italiano” ha affermato Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della Ricerca in un’intervista, “per storia e struttura noi siamo svantaggiati rispetto ai parametri che usano, anche se non abbiamo una qualità inferiore. Questo non vuol dire che non dobbiamo comunque lavorare per migliorare la nostra posizione nei ranking. Per questo abbiamo previsto un piano straordinario di assunzioni di docenti. Stiamo lavorando su attrattività, premialità, mobilità di professori e studenti e internazionalizzazione. Lo facciamo riformando gli atenei e riformando alcune regole”.

Il particolare visto non è comunque a costo zero. Per poter partire verso il Regno Unito per cercare lavoro, infatti, gli studenti selezionati dovranno infatti pagare 715£ (circa 900 euro) per ottenere la visa, circa 700 euro per poter usufruire del servizio sanitario nazionale e garantire di avere almeno 1500 euro sul proprio conto bancario.

TG DV


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