La notizia della guerra alla canapa legale annunciata dal ministro dell’Interno Salvini sta facendo il giro del mondo, dando dell’Italia un’immagine arretrata e fuori dalla storia. A maggior ragione negli Stati Uniti, il paese che ha visto nascere la cosiddetta War on drugs con Nixon negli anni ’70, e che oggi sta legalizzando la cannabis in uno stato dopo l’altro con benefici economici e sociali.

A diffondere la notizia oltreoceano è stata in primis la celebre agenzia Bloomberg, con un pezzo intitiolato: “I populisti feudali d’Italia non si rilasseranno, nemmeno sull’erba”.

Dopo aver spiegato le contraddizioni tra i due partiti di governo, soprattutto in tema cannabis, la giornalista autrice del pezzo sottolinea che: “Salvini ha attaccato il commercio legale come una nuova potente arma per la campagna elettorale”, per arrivare a dire che: “Mentre i 5 Stelle hanno cercato di spostare la discussione sulla legalizzazione della cannabis per colpire la mafia per il suo ruolo nel commercio illegale, Salvini, che conosce un tema della campagna vincente quando lo vede, sembra alzare i toni della discussione”.

“Faremo la guerra alla droga, strada per strada, negozio per negozio”, è la frase riportata da Bloomberg per rendere l’idea del clima che si respira in Italia.

Poi, dopo aver spiegato in cosa consista la cannabis light, e che da un recente sondaggio di Sky Tg 24 risultava come gli italiani sia favorevoli alla legalizzazione, in chiusura vengono riportate le parole del sottosegretario Sibilia del M5S: “Non vedo alcun motivo per chiudere. Lo stato dovrebbe sostenere le piccole e medie imprese”.

Insomma, invece che far parlare i media stranieri della potenzialità della nostra canapa, rinomata in tutto il mondo, o dei passi avanti fatti dal punto di visto medico e terapeutico, la notizia è stata ripresa da molti media in questi termini: “Il governo italiano in guerra contro la cannabis legale”, con buona pace di chi sta lavorando per ricreare una filiera e con gli investitori esteri, che tengono d’occhio la situaziozne italiana, che saranno rimasti allibiti.





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