L’industria dell’alcool americana, dopo aver in tutti i modi cercato di ostacolare la legalizzazione della cannabis, fa i primi passi per entrare nel settore dell’hemp business mentre in Italia è stato presentato il primo vino ottenuto con la canapa.

Si chiama Canavì ed unisce il verdicchio prodotto dall’azienda Monte Schiavo alla canapa coltivata nelle Marche da Alessio Amatori di Canapa Verde. Per legge non si può parlare di vino ma, come autorizzato anche dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, di bevanda aromatizzata a base di vino Verdicchio e canapa: nei giorni scorsi ne sono state imbottigliate le prime 1200 bottiglie.
«L’idea mi è venuta prendendo spunto dagli Stati Uniti dove già hanno iniziato a produrre questo tipo di prodotto», ha raccontato Amatori ad anconatoday.it puntualizzando che: «Conoscendo Andrea Pieralisi gliel’ho proposto. Lui ne ha parlato con il suo enologo, l’idea è piaciuta ed è nato Canavì». Sono bastati dieci giorni di esperimenti per trovare la combinazione giusta. Una bevanda che data la pianta, cugina stretta del luppolo, lascia sentori amari, di erba e che può accompagnare, nelle indicazioni dei produttori, carne, salumi, pasta pizza, formaggi erborinati.

L’ennesima novità in campo di canapa arriva comunque da America e Canada, dove due distillerie hanno iniziato a produrre un whisky a base di canapa. Si tratta della Colorado’s Coal Creek Distillery che ha creato il Colorado Small Batch 64 realizzato con semi di canapa, mentre il marchio canadese ha dato vita al First Hemp Whisky Mary Jane che contiene un infuso di canapa ed è disponibile solo in Canada.

 





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