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Era il 5 maggio del 2001 e, a Roma, 645 persone si autodenunciano al termine di una manifestazione antiproibizionista. ”Signor giudice ho piantato un seme” era il nome della campagna di disobbedienza civile. Sei anni dopo…il 5 maggio 2007 migliaia di persone manifestano a Roma per gli stessi obiettivi della prima mobilitazione. La Million Marijuana March nasce nel 1999 e si diffonde negli anni successivi in tutto il pianeta, come iniziativa mondiale per contrastare le politiche legate al proibizionismo nei confronti della cannabis. In Italia arriva nel 2001 con la campagna di autodenuncia sopra citata e da allora si ripresenta puntuale ogni anno, il primo fine settimana di maggio.

L’iniziativa coinvolge ormai oltre 200 città nel mondo in una protesta comune su tre punti:
Fine delle persecuzioni per i consumatori.
Accesso immediato all’uso terapeutico della cannabis.
Diritto a coltivare liberamente una pianta che crescerebbe libera in natura.

La settima edizione della M.M.M. a Roma, che ha visto la partecipazione di circa ventimila persone in una lunga street parade festosa e colorata, è partita intorno alle ore 16 da Piazza Repubblica per arrivare a Piazza Bocca della Verità nella serata, e ha raccolto giovani provenienti da tutta Italia. Qui oltre a rivendicare i tre punti elencati la manifestazione ha richiesto a gran voce l’abrogazione immediata della Legge Fini-Giovanardi sulle droghe e il superamento della legge 309/90 entro il 2007, entrambi i punti previsti dal programma dell’Unione ma fino ad ora trascurati volutamente da questo governo. Un governo che ha prima timidamente affrontato la problematica droghe con il raddoppio dei quantitativi massimi di cannabis detenibili ad uso personale (misura poi bocciata dal Tar), per poi mostrare di essere male informato e nettamente disorientato nelle dichiarazioni dell’ultima ora. Questa manifestazione si colloca all’interno di una serie di iniziative volte a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno droghe e proibizionismo, come la Street Parade Antiproibizionista svoltasi a Roma il 14 Aprile, e soprattutto ogni anno sempre di più una manifestazione che ha il compito di creare Informazione, di supplire ad una mancanza di comunicazione quasi totale da parte dei canali tradizionali come la televisione e la carta stampata.

Un raggio di luce nelle nostre buie giornate è arrivato dalla rivoluzionaria sentenza pronunciata dalla Sesta Sezione della Suprema Corte di Cassazione del 10 maggio, che ha ritenuto non penalmente rilevante la coltivazione domestica posta in essere da un uomo che aveva coltivato nel proprio terreno cinque piante di cannabis. La sentenza ha posto un problema di interpretazione dell’assurda legge attualmente in vigore privilegiando una lettura nuova del concetto di coltivazione. Una volta tanto forse le istituzioni sono al fianco del cittadino.





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