Una delibera comunale per vietare non solo il commercio delle infiorescenze a basso contenuto di THC, ma addirittura la coltivazione di canapa, andando contro una legge nazionale approvata ormai quasi 3 anni fa. Succede a Porto Azzurro, comune dell’isola d’Elba, che con una delibera del 12 novembre sancisce il divieto: “Di coltivazione di cannabis e di commercializzazione su tutto il territorio comunale”.

A Porto Azzurro, durante la seduta comunale, un solo consigliere, tra i 9 presenti, fa l’unica domanda sensata che qualunque cittadino avrebbe voluto fare, e cioè perché vietare la coltivazione di una pianta se è prevista dalla legge. La risposta del sindaco Maurizio Papi lascia esterrefatti: «Corrisponde alla volontà dell’amministrazione ed è comunque possibile ricorrere al TAR o al Consiglio di Stato».

«Trovo molto grave che un pubblico amministratore che dovrebbe fare gli interessi della propria comunità locale di fronte alle rimostranze del consigliere di minoranza abbia dato questa risposta, denotando una piena consapevolezza del proprio illegittimo operato e costringendo la collettività a sopportare i costi di un contenzioso dinanzi al TAR», sottolinea l’avvocato Giacomo Bulleri, che ha firmato l’esposto/querela e che ha già annunciato il ricorso al TAR.

«Purtroppo, le recenti dichiarazioni inerenti all’emendamento alla legge di bilancio ce lo hanno confermato, quando parliamo di canapa, seppure per fini industriali, i preconcetti ed i pregiudizi continuano ad essere molto diffusi. Trovo grave che nel mondo globalizzato, dove le vere informazioni scientifiche sono a disposizione di tutti, si voglia insistere a confondere la droga con una pianta industriale. Questa, per me, è pura disonestà intellettuale. E difenderemo la liceità del settore in tutte le sedi, consapevoli di essere dalla parte giusta della Storia», puntualizza Bulleri.

Fonte: canapaindustriale.it





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