2016-10-27-10-06-29-amA circa un mese dalla tragica scomparsa di Michael Thompson aka Freestylee, cogliamo l’occasione per pagargli il giusto tributo e fare un breve excursus sulla visual art giamaicana. Freestylee, venuto a mancare esattamente il 15 agosto a causa di un infarto, ci lascia in eredità un tesoro artistico e umano non indifferente. Forse ad alcuni di voi il suo nome suonerà familiare, in quanto in qualche numero fa di Dolce Vita avevamo parlato della rassegna Reggae Poster Contest, contest mondiale che vede centinaia di artisti impegnati a dare la loro lettura alle emozioni che suscita il Reggae.

La storia di Thompson parte da lontano e affonda le sue radici nella tradizione della visual art legata al movimento Reggae e Rastafari e si allarga a nuovi orizzonti guardando all’arte orientale e araba. Studente della famosa “Alpha Boys’ School”, scuola che ha sfornato molti dei musicisti 2016-10-27-10-06-53-amche hanno fatto la storia della musica giamaicana, continua i suoi studi virando verso la visual art. Studia graphic design alla “Jamaica School of Art” nei primi anni ’80 e da lì inizia un percorso che lo vedrà impegnato in vari progetti che, pur avendo la Giamaica e il Reggae come filo conduttore, hanno viaggiato sempre di pari passo con l’impegno civile e l’attenzione verso i più deboli. Ricordiamo ad esempio i suoi poster a favore di Cuba o della causa palestinese, fino ad arrivare ai due progetti legati alla Giamaica e cioè il già citato Reggae Poster Contest e l’istituzione di una Reggae Hall Of Fame Vision, dove raccogliere tutto il patrimonio dell’arte visiva legata al Reggae che è davvero molto vasto. L’idea di Thompson che speriamo venga realizzata con l’aiuto del governo giamaicano che spesso e volentieri sembra dimenticare i suoi patrimoni artistici, è quella di raccogliere in un’esposizione permanente i lavori più significativi che hanno tradotto la musica in immagini, cover di LP, poster 2016-10-27-10-07-06-ame illustrazioni.

Lo stile di Freestylee è la naturale evoluzione dei fantastici cartoons di Wilfred Limonious, di Tony McDermott o Jamaal Pete, giusto per citare alcuni tra i nomi più hot di qualche decade fa; come da tradizione i colori sono accesi e nei volti degli artisti disegnati da Thompson troviamo sempre una scintilla che ci ricorda che il Reggae è musica ma anche rivoluzione. Le opere di Freestylee hanno fatto il giro del mondo e naturalmente sono state usate per 2016-10-27-10-07-27-amillustrare riviste, siti web, copertine di album; avere l’artwork dell’artista giamaicano voleva dire impreziosire tutto il resto.

Wilfred Limonious è sicuramente l’illustratore e realizzatore di cover album più conosciuto tra gli appassionati di Reggae e Dancehall e, come si suol dire in Giamaica, il suo stile rivoluzionò letteralmente il modo di concepire l’artwork di un LP dalla fine degli anni ’70. I suoi cartoons hanno accompagnato e dato “forma” a due decadi di musica, le due decadi cruciali per l’evoluzione del suono giamaicano, cartoons dai colori accesi e dal tratto spesso marcato che forse volevano riportare un po’ alla “durezza” della vita sull’isola in un’epoca di transizione non certo facile.

Nelle sue cover Limonious non ha mai fatto mancare l’impegno e la denuncia: anche se a un primo e superficiale sguardo possono sembrare semplici cartoon, qua e là troviamo disseminati particolari che riportano a fatti di cronaca o di eventi legati al mondo musicale e l’esempio forse più conosciuto è l’illustrazione del riddim album Stalag. La copertina ci mostra il cortile di un carcere dove è montato un sound system e tutti, carcerati e carcerieri si abbracciano e ballano; ballano anche due topi che forse sono lì per denunciare lo stato di abbandono e le difficoltà della vita in carcere, mentre nel retro vediamo una vignetta in cui un plotone di esecuzione pronto a sparare viene fermato dal comandante che dice di aspettare fino a che il prigioniero smetta di ballare. Questo è solo un esempio delle opere di Limonious e vi invito sia a cercare e comprare i dischi a cui ha prestato il suo talento sia a comprare il libro “In Fine Style: The Dancehall Art Of Wilfred Limonious” edito dalla One Love Books, casa editrice che paga il giusto tributo a questo artista di cui, a parte le sue opere, si conosce davvero poco. Il libro è il frutto di un’esposizione che ha toccato varie città tra cui Londra, Berlino e New York e all’interno troviamo i capolavori più conosciuti ma anche molti lavori eseguiti per artisti minori o altre opere non legate al mondo della musica.

L’opera di Limonious ha ispirato molti altri artisti tra cui il progetto Major Lazer, che sicuramente tutti conoscerete, il quale ha preso più di uno spunto grafico per creare il “personaggio” usato per le grafiche e i video e ha fatto uscire dalla nicchia del Reggae lo stile cartoons tanto caro ai giamaicani.

Guardando ai giorni nostri, invece, uno dei giovani artisti più interessanti e promettenti è Taj Tenfold, artista molto vicino all’ambiente del cosiddetto “Revival Roots” che ha illustrato la musica di artisti come Protoje e Chronixx. Il suo stile a tratti ricorda quello di Freestylee a riprova del peso che ha avuto nell’ambiente. Taj, a differenza dei suoi colleghi, oltrepassa i confini dell’illustrazione e si esprime anche su altre superfici che non siano la carta: molte sue opere si trovano in giro sugli edifici giamaicani e in Nord America o su tavole da surf e skateboard. Vi lascio quindi alcuni link da cui partire se volete approfondire il tema, buona ricerca!

Rest In Power Micheal!

 

a cura di Leonardo Pascale





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