È uscito l’ultimo album di Josh Hwang (l’uomo dietro a Castlebeat) e già sa farsi amare con il suo gusto tutto retrò, addirittura preannunciato dal titolo Vhs. Il suo rivolgersi ad un recente passato lo dimostra anche con il suo indie elettronico che trova diversi spunti nelle sonorità di una decina di anni fa. Le canzoni sono malinconiche ed è difficile non innamorarsene, soprattutto per tutta quella schiera di persone che, sempre più, vive dei felici ricordi nascosti fra le trame degli anni 80 e 90.

L’album conferma nuovamente la filosofia DIY (Do it yourself = fai da te) dell’artista che, nonostante i pochi mezzi a disposizione, sa comunque sfornare un prodotto in grado di cullarti in buone sonorità. Se il vostro intento è quello di tornare indietro nel tempo, sull’onda di una jangle pop capace di riportarvi ai cari momenti felici, Castlebeat è sicuramente il prodotto adatto a voi. Una sinfonia di ritmi agrodolci scanditi da effetti synth, batteria elettronica e almeno due strati di chitarra in modalità stereo. Un progetto che, nonostante nasca nella camera da letto dell’autore e qui ancora si sviluppi, sempre più sa farsi amare.

Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy