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David Macdonald (consulente per il programma di controllo delle droghe delle Nazioni Unite in Afghanistan) nel suo libro “Drugs in Afghanistanriporta notizie inerenti l’utilizzo come intossicante del veleno degli scorpioni, da parte dei tartari della provincia del Bamiyan.

Gli scorpioni vengono schiacciati con delle pietre e lasciati ad asciugare. La parte principale della coda, con il pungiglione, viene poi ridotta in una polvere e fumata con tabacco e/o hashish.

Un amico di Macdonald, che ha visto un uomo fumare uno scorpione nella città afgana di Peshawar, ha descritto la seguente reazione: “L’effetto è stato istantaneo, e il viso e gli occhi dell’uomo sono diventati molto rossi, molto più di un fumatore di hashish… Egli sembrava molto intossicato, ma ancora sveglio e vigile, ma inciampò e cadde quando cercò di alzarsi da una posizione seduta… il sapore del fumo era “dolce” come quello del’hashish, anche se … l’odore e l’effetto inebriante sono durati molto più a lungo”.

E’ probabile che le numerose specie di scorpione afghane abbiano differenti proprietà psicoattive. Gli effetti del veleno degli scorpioni vengono infatti segnalati come capaci di mantenere vigili, causare forti mal di testa e rivaleggiare con un “forte trip alla mescalina”.

Un uomo di Kabul che aveva fumato tra 20 e 30 volte ha riferito di effetti durati per tre giorni. Durante questo periodo ha avuto difficoltà ad aprire gli occhi, giramenti di testa e costanti allucinazioni visive.

Globalmente, l’utilizzo del veleno degli scorpioni resta comunque raro.

fonte: psiconautica.in

 





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