Difficilmente esiste una sostanza che faccia completamente bene o completamente male e quelle che provocano conseguenze peggiori non sono solamente illegali. Così come ci sono l’equivalente di alcuni psicofarmaci venduti in erboristeria in quanto “prodotti naturali”, ci sono sostanze psicoattive legali che creano dipendenza e danni potenziali, come l’alcool. Il fatto d’ingerire una grande quantità di calorie tramite bevande alcoliche, può infatti portare a nutrirsi meno tantoché vi è una specifica demenza molto grave dovuta all’alcolismo cronico che compare proprio a seguito della mancanza di una vitamina (B). Eppure per quanto le vitamine siano fondamentali un eccesso di vitamina C, ad esempio, può causare calcoli renali.

La vita resta sempre una questione di sottili equilibri, dove non c’è un “giusto” e uno “sbagliato”, semplicemente va tutto rapportato al resto. L’equilibrio si spezza facilmente se non siamo più noi a scegliere con criterio cosa ci fa bene e cosa no; questo è proprio ciò che accade quando diventiamo schiavi di qualcosa che si tratti di caffè, tranquillanti o una relazione affettiva.

Non solo dall’eroina dunque si può essere dipendenti, ma dalle cose più svariate: dallo shopping, dal sesso, dal gioco d’azzardo ecc. La dipendenza va a spezzare un equilibrio e fa vivere quel gesto come un’ossessione che diventa sempre meno piacevole rispetto alla fase iniziale.

Ciò che resta di piacevole è che nel momento in cui si assume o si fa ciò che si brama, si smette di soffrire. Per esempio, le sigarette contengono sostanze attivanti quali la nicotina, quando un fumatore se ne accende una dovrebbe quindi sentirsi più attivato, eppure è il semplice gesto di accenderla a farlo sentire più tranquillo. Il motivo risiede nel fatto che temporaneamente sopprime una mancanza. Quando qualcosa piace molto, nel livello cerebrale avviene una sorta di trasformazione. Se qualcosa ci attira tanto ed esiste un grande divario tra il benessere che ci da in un momento e il malessere che ci da in un altro momento, si rinforza una parte del cervello definita “circuito della ricompensa” e si crea la dipendenza.

La dipendenza è quindi un fenomeno complesso in cui si intrecciano le caratteristiche dell’oggetto di piacere e quelle della persona che ci interagisce. Alcune sostanze inducono rapidamente una forte dipendenza fisica e psichica, come gli oppiacei, mentre altre danno una fortissima dipendenza psichica, come una relazione affettiva non adeguata. Per quanto riguarda le sostanze psicoattive tra l’indipendenza e la dipendenza ci sono però degli step intermedi: l’uso e l’abuso. L’uso riguarda un consumo controllato e limitato di una sostanzaLa tolleranza riguarda la quantità necessaria della sostanza per raggiungere l’effetto desiderato; tale quantità progressivamente aumenta.

Molte droghe inducono rapidamente tolleranza così dall’uso si passa velocemente all’abuso e/o alla dipendenza. Le persone che hanno sviluppato una tolleranza verso una sostanza tendono ad assumerne dosi sempre maggiori per raggiungere gli stessi effetti: questo è un primo segnale di pericolo verso la dipendenza. L’abuso riguarda il consumo improprio o eccessivo che diventa sempre meno controllabile e, se prolungato nel tempo, cade velocemente nella dipendenza. Chi è dipendente da qualcosa o qualcuno è parte del problema, per questo motivo è molto difficile che riesca a trattare la propria situazione senza un aiuto esterno di un professionista.

Le dipendenze hanno un forte impatto sulla qualità di vita, oltre che economico. Per esempio, la dipendenza affettiva porta a una depressione crescente perché ci si aspetta dal partner qualcosa che non potrà dare. Il grande vantaggio di smettere di fumare o eliminare qualsiasi altra dipendenza è la libertà.

 





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