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USA: tira più la maria che il tabacco

Negli USA l'uso del tabacco è in calo mentre quello della maria è in crescita: è quanto emerge da un recente sondaggio riguardo le abitudini dei cittadini nordamericani

Mani che rollano un joint

Da un recente sondaggio della società statunitense di analisi e consulenza globale, Gallup, emerge che negli USA cala il consumo del tabacco e aumenta quello della maria.

La notizia ha fatto parlare molto, sia per il fatto che sembra a tutti gli effetti marcare una nuova epoca, che per il fatto che negli Stati Uniti è la prima volta che le sigarette appaiono così poco polari tra la popolazione adulta.

Sono infatti lontani i tempi in cui negli States i medici sponsorizzavano le sigarette: oggi in parecchie città americane il tabacco non si può fumare neppure al parco e chi trasgredisce può incorrere in multe molto salate. Non possiamo invece dire la stessa cosa per la maria, che al contrario, sta vivendo la fase ascendente della sua popolarità.

COSA EMERGE DAL SONDAGGIO

Il sondaggio della Gallup, pubblicato il 16 agosto u.s., mostra che il 16% degli intervistati ha dichiarato di aver fumato recentemente marijuana, mentre solo l’11% dei partecipanti aveva dichiarato di aver fumato recentemente una sigaretta di tabacco in un sondaggio precedente, pubblicato a luglio.

L’anno scorso era stato il tabacco a marcare il 16%, per non parlare poi del calo significativo rispetto al picco degli anni ’50, quando il 45% degli adulti intervistati dalla stessa Gallup dichiarò di essere un fumatore.

Entrambe le cifre del sondaggio più recente hanno stabilito nuovi record. La percentuale di coloro che hanno dichiarato di fumare marijuana è stata la più alta da quando Gallup ha iniziato a porre regolarmente la domanda nel 2013, mentre la quota di coloro che ha affermato di aver fumato una sigaretta di tabacco nella settimana precedente è stata la più bassa registrata da quando la società di analisi ha iniziato a tenere traccia dei fumatori nel 1944.

Quasi la metà (48%) degli adulti statunitensi affermano di aver provato la marijuana in qualche momento della loro vita, rispetto al 4% del lontano 1969, quando Gallup pose per la prima volta la domanda per rilevare i tassi di consumo di marijuana durante la vita. Quello stesso anno invece, il 40% degli americani dichiarò di aver fumato una sigaretta nell’ultima settimana.

IL QUADRO NORMATIVO ATTUALE IN USA

Il quadro normativo attuale in diversi Stati USA, sebbene migliorabile in quanto in contraddizione con le leggi federali del Paese, ha certamente favorito la crescita del settore della cannabis e così pure per il numero di consumatori.

Sempre più giurisdizioni negli Stati Uniti infatti hanno riformato o sono in procinto di riformare le loro leggi sulla marijuana. La cannabis è ora legale in qualche forma in 38 stati dei 50 Stati americani, mentre 6 di essi è probabile che voteranno a favore di misure di legalizzazione della marijuana alle elezioni generali del prossimo novembre.

MARIJUANA: USA DIVISI TRA ENTUSIASMI E PREGIUDIZI

Secondo le ultime misurazioni di Gallup, il 68% degli adulti statunitensi pensa che la marijuana dovrebbe essere legale, decretando così un vero e proprio record di persone che dichiarano di essere a favore appunto della legalizzazione della pianta.

Alla domanda se pensavano che la cannabis avesse un effetto positivo sulla società però, gli intervistati hanno dimostrato di essere divisi tra il 49% che ha risposto positivamente e il 50% che ha risposto affermando l’esatto opposto.

METODOLOGIA E POSSIBILI SCENARI FUTURI

I risultati del sondaggio provengono da indagini annuali di Gallup effettuate tra luglio e agosto 2022 sui consumi di marijuana e tabacco di 1.013 adulti residenti negli USA, con un margine di errore di campionamento riportato di più o meno quattro punti percentuali.

Seppur sostanzialmente ancora divisi tra sostenitori e detrattori, gli Stati Uniti appaiono ormai aver voltato pagina rispetto all’epoca del proibizionismo più feroce che pure qui era cominciato con il Marijuana Tax Act del lontano 1937 e il fatto che il 68% degli intervistati si sia dichiarato favorevole alla legalizzazione della cannabis decreta il definitivo passaggio d’epoca.

Se è vero, come amano raccontare gli americani, che la loro è “la più grande democrazia al mondo“, ci aspettiamo che le istanze a favore della legalizzazione, ormai maggioritarie nel Paese, coerentemente con l’ascesa di popolarità della cannabis rispetto a quella del tabacco, trovino finalmente riscontro anche a livello federale in una legge che riconosca la libertà dell’individuo di decidere di fare (o meno) uso della pianta in modo legale in tutto il Paese, così come succede per il tabacco.

 

TG DV


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