Un estratto di canapa ad uso industriale coltivata in Kentucky, si è rivelato come un potenziale trattamento per il cancro alle ovaie, rallentando la migrazione cellulare e inibendo le metastasi in uno studio effettuato su cellule. È il risultato del lavoro condotto dai ricercatori della Sullivan University College of Pharmacy del Kentucky, che hanno presentato i risultati nel corso di Experimental Biology, un meeting annuale che avviene in America tra 5 società che comprendono più di 14mila ricercatori e scienziati.

«La canapa, come la marijuana, contiene componenti terapeutici preziosi come il cannabidiolo, il cannabinolo e il tetraidrocannabinolo», hanno spiegato le autrici dello studio Sara Biela e Chase Turner. Due nuovi studi hanno esaminato il potenziale terapeutico di un estratto noto come KY-hemp, prodotto dalla canapa coltivata nel Kentucky. Il ceppo vegetale, le condizioni di coltivazione e le tecniche di lavorazione sono state ottimizzate per produrre un estratto contenente sostanze con potenziale beneficio terapeutico e per eliminare eventuali residui che potrebbero contaminare il prodotto. In uno studio, i ricercatori hanno scoperto che l’aggiunta di varie dosi di estratto di KY-hemp a cellule ovariche in coltura ha portato ad un significativo rallentamento della migrazione cellulare. Questa scoperta ha indicato che l’estratto potrebbe essere utile per fermare o rallentare le metastasi e quindi la diffusione del cancro in altre parti del corpo.

In un secondo studio, le ricercatrici hanno esplorato la biologia degli effetti protettivi di KY-hemp nel cancro ovarico, che avevano osservato in studi precedenti, dimostrando che la KY-hemp ha rallentato la secrezione dell’interleuchina IL-1 beta, un’infiammazione collegata alla progressione del cancro. «I risultati di questa ricerca e di ricerche precedenti mostrano che la canapa KY rallenta il cancro ovarico in maniera paragonabile o addirittura migliore rispetto all’attuale farmaco per il cancro ovarico, il cisplatino (agente chemioterapico, ndr)», ha dichiarato Turner. «Dal momento che il cisplatino presenta un’elevata tossicità, prevediamo che la canapa produrrebbe meno effetti collaterali, ma in futuro sarà necessario fare dei test».





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