voting-in-USCon un risultato netto il processo, fino ad oggi in apparenza inarrestabile, della legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti subisce una battuta d’arresto. Con il 64,13% dei voti contrari i cittadini dell’Ohio hanno rifiutato che il loro stato diventasse il quinto a legalizzare la cannabis negli Usa. Si tratta della prima volta in cui un referendum popolare boccia la legalizzazione della cannabis in uno stato americano.

La stessa proposta di legge prevedeva anche la legalizzazione della cannabis a fini terapeutici, che quindi viene bocciata anch’essa.

Fino a ieri i sondaggi davano il fronte del Si e del No sostanzialmente appaiati, per questo non era esclusa una vittoria del No, anche se nessuno avrebbe scommesso su una forbice così ampia (1,97 milioni di voti per il No, contro gli appena 1,10 per il Si). Un risultato ottenuto nonostante la campagna per il Si alla legalizzazione avesse potuto contare su 23,5 milioni di di dollari di fondi elettorali.

Il voto negativo è stato sicuramente influenzato dal modo in cui la legalizzazione era stata pianificata nello stato del Midwest. Quello che si era previsto era infatti un oligopolio che prevendeva che solo 10 grandi attori economici avrebbero potuto godere dei frutti economici della legalizzazione. Una proposta che aveva scatenato le proteste di vari gruppi liberali ed anche di molti attivisti antiproibizionisti, i quali hanno preferito votare No (ne abbiamo parlato in modo più approfondito in questo articolo).

Secondo quanto dichiarato al Washington Post da Tom Angell di Marijuana Majority (uno dei principali gruppi antiproibizionisti) “è un voto da mettersi subito alle spalle per concentrarsi su nuove battaglie. Si è trattato di una proposta di legge sbagliata perché gli elettori non volevano il monopolio. Non è un voto contro la marijuana ma contro una legalizzazione fatta male”.

Il dibattito infatti è stato fin da subito incentrato sulla possibile creazione di un oligopolio economico piuttosto che sull’opportunità della legalizzazione della cannabis. Al punto che sull’onda del dibattito era stato proposto anche un referendum apposito che prevedeva il divieto della creazione di monopoli e oligopoli nello stato. In questo referendum, svoltosi anch’esso ieri, i cittadini hanno votato a favore (52% per il Si). E anche se il referendum sulla legalizzazione fosse passato avrebbe quindi potuto essere impugnano perché contrario alla nuova legge contro gli oligopoli.

Insomma, un testo di legge mal pensato, che puntava forse ad aprire le porte ai cosiddetti “Big marijuana” (le grandi aziende nascenti della cannabis) piuttosto che a promulgare una misura di giustizia. A rimetterci saranno i consumatori di cannabis, che continueranno ad essere repressi dal proibizionismo, ed i malati che hanno bisogno della cannabis per curarsi. Anche se per questi ultimi potrebbe riaprirsi una speranza: molti politici dell’Ohio si sono infatti detti favorevoli ad approvare una legge per permettere l’utilizzo di cannabis terapeutica nello stato.





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