Una nuova evidenza sull’importanza della cannabis nel prevenire e curare le dipendenze da oppiodi, questa volta empiricamente basata sui dati, è quella che arriva da uno studio pubblicato il 27 gennaio sul British Medical Journal. Secondo la ricerca, l”accesso ai negozi legali di cannabis è associato a una riduzione delle morti legate agli oppioidi negli Stati Uniti, in particolare quelle legate agli oppioidi sintetici come il fentanyl.

I ricercatori hanno confrontato i dati provenienti da 812 contee all’interno dei 23 stati USA che hanno permesso ai dispensari di cannabis legale di operare alla fine del 2017, confrontando i dati sulla presenza di punti vendita di marijuana legale e l’evoluzione dei tassi di overdose a casa di oppioidi. Hanno così verificato che le contee con un maggior numero di dispensari di cannabis attivi sono associate a tassi ridotti di mortalità legata ad overdose.

In particolare hanno verificato che la presenza di due dispensari, a scopi medici o ricreativi, sono accompagnati dalla diminuzione del tasso di vittime degli oppiacei del 17%, mentre nelle contee dove sono presenti tre dispensari il tasso diminuisce di un ulteriore 9%.

Il fentanyl negli Usa sta provocando una vera e propria strage sociale, solo nell’ultimo anno sono decedute per eccessivo consumo di farmaci oppiodi 80.000 americani. Secondo un report del National Safety Council un cittadino americano oggi ha più probabilità di morire di overdose da oppioidi che di incidente stradale: 1 su 96 contro 1 su 103 (dati riferiti al 2017). Sono ormai due milioni gli americani dipendenti dagli oppiacei, la metà sono giovani tra i 18 ei 34 anni, per la maggior parte appartenenti alle classi popolari.

Ancora una volta la cannabis dimostra di poter essere una soluzioni per il trattamento delle vere droghe pericolose, legali o illegali che siano.

 





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