Negli stati dove la cannabis per uso ricreativo o medico è legalizzata, le morti per overdose causate dagli oppiacei diminuiscono fino al 35%. Questa la scoperta della rivista Economic Inquiry che in un recente studio, “The Effects of recreational marijuana legalization and dispensing on opioid mortality”, ha fatto il punto sull’accesso alla cannabis legale negli Stati Uniti, evidenziando appunto un calo fino al 35% dei morti fra i consumatori abituali di medicinali a base di oppio. Per gli autori il motivo è da ricercare nell’auto-trattamento, cioè nell’uso totalmente autonomo di cannabis per alleviare il dolore al posto dei derivati dall’oppio e il nesso causale tra la cannabis legale e la riduzione delle morti è risultato essere «molto forte».

Il consumo di oppiacei rappresenta una vera e propria piaga sociale negli Stati Uniti: secondo i dati dei Center for Disease Control (Cdc) circa 2,35 milioni di persone soffrono di dipendenza cronica e nel 2017 le vittime sono arrivate a 47mila. Nel frattempo però molti stati a stelle e strisce hanno compreso il valore curativo della marijuana, legalizzandola per il solo uso medico o anche per uso ricreativo. Ebbene, negli stati dove è legale l’accesso alla cannabis, le mortalità per intossicazione da oppiacei diminuiscono rispetto a dove è illegale, con contrazioni dal 20% fino al 35%.

Nathan W. Chan dell’Università del Massachusetts e coautore dello studio ha spiegato che gli effetti della legalizzazione hanno interessato tutta la popolazione americana senza distinzione di età, di etnia e di reddito. Non è il primo studio scientifico a dire che con la legalizzazione della cannabis calano i morti da oppiacei. Già nel 2014 l’Università della Pennsylvania aveva pubblicato una ricerca secondo cui nei paesi che hanno approvato la cannabis terapeutica sono calati del 25% i morti per overdose da analgesici oppiacei.

a cura di Matteo Melani

Fonte: cannabisterapeutica.info





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