Un cittadino uruguaiano mostra la cannabis acquistata in farmacia

Il 40% dei consumatori di cannabis sottratti agli affari del narcotraffico in poche settimane di legalizzazione. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Facoltà di Scienze Sociali dell’Università degli Studi della Repubblica dell’Uruguay e presentati al Parlamento di Montevideo per fare un primo punto sui risultati ottenuti con la regolamentazione del mercato della cannabis.

Dal 19 luglio, giorno in cui è iniziata la vendita legale di cannabis nelle farmacie dello stato, 13.303 cittadini si sono iscritti all’albo dei consumatori (misura necessaria per poter acquistare la cannabis legale), altri 7.075 si sono registrati come coltivatori di cannabis a uso personale e 1.626 si sono registrati come membri dei 64 “cannabis social club” esistenti nel paese. Si tratta complessivamente di 22mila persone, il 40% dei consumatori abituali di droghe leggere stimati in tutto l’Uruguay.

Il rapporto ha anche analizzato i dati sotto il profilo demografico delle caratteristiche degli utenti che si sono registrati. Quasi la metà (il 44%) sono giovani tra i 18 e 29 anni, un altro 35% è compreso tra 30 e 44 anni, il 18% tra 45 e 65, mentre il 3% dei consumatori è costituito da persone anziane.

Risultati brillanti, ottenuti nonostante siano ancora poche decine le farmacie che vendono la cannabis legalizzata e solo due le varietà in commercio, entrambe a contenuto piuttosto basso di THC (inferiore al 3%). Nei prossimi mesi altre varietà potrebbero essere disponibili, mentre il governo sta studiando nuovi canali di vendita legale, ipotizzando che a breve anche le erboristerie potrebbero vendere la cannabis di stato, che è distribuita al prezzo controllato di 1,30 euro al grammo.





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