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È cosa nota a tutti che Budapest sia la capitale del cinema porno, per lo meno di quello europeo, tanto che uno dei più famosi interpreti e nostro compatriota, Rocco Siffredi, (all’anagrafe Rocco Tano) ha aperto qui la sua società di produzione finendo poi per trasferirsi e viverci. Ma come è nata l’industria del porno e in che situazione versa questo business redditizio ai giorni nostri?

Pratica illegale durante il socialismo sovietico, la pornografia esplose con la caduta del comunismo, complice una liberalizzazione dell’industria da parte del governo. Agli inizi degli anni ‘90 diversi produttori europei si trasferirono qui per aprire nuove attività.

Quello che trovarono fu una vera e propria miniera d’oro. Usciti da quarant’anni di socialismo, i giovani ungheresi erano pronti a fare di tutto per guadagnare qualcosa e il porno pagava bene. Leggendo le interviste delle maggiori attrici del genere si sente raccontare la stessa storia: giovani carine cresciute in poveri villaggi del Paese si trasferivano in città in cerca di fortuna e per aiutare la famiglia. Ma non erano solo gli attori che si potevano trovare a buon mercato: con una gloriosa tradizione cinematografica alle spalle il paese offriva tecnici e cameraman a basso costo. Un film girato e prodotto in altri parti Europa o negli Stati Uniti, poteva arrivare a costare anche dieci volte di più, rispetto agli standard del posto.

Il boom è durato per circa quindici anni, poi ha iniziato a rallentare. Secondo gli addetti del settore le cause sono duplici, in primo luogo la crisi con i costi che aumentavano, nuovi competitor e maggiori aspettative di guadagno. Altri Paesi si sono affacciati al mercato attratti dalla possibilità di guadagni: si dice infatti che Praga oggi sia la Budapest di dieci anni fa. Ma soprattutto il boom dei video su internet.

Ormai la rete ha praticamente soppiantato quello che erano i film o le riviste per adulti con siti dove si può trovare praticamente di tutto. Produttori, registi e attori producono spesso in modo amatoriale quello che una casa di produzione faceva prima con tutto il comparto e lo fanno con costi bassissimi.

A Budasex, come viene chiamata la città ungherese dagli addetti ai lavori, non resta che stare a guardare.





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