La tribù Ashaninka che vive nella Riserva di Kampa do Rio Amônia, nello stato brasiliano di Acre, vicino al confine peruviano, ha visto riconoscersi dal tribunale federale un risarcimento di circa 2 milioni e mezzo di euro da parte di una compagnia colpevole di deforestazione perpetrata nelle loro terre e di altri progetti ambientali distruttivi nel corso degli anni.

La disputa che andava avanti da due decenni si è conclusa con l’obbligo di risarcimento da corrispondere agli indigeni nell’arco di 5 anni oltre alle scuse ufficiali per l’abbattimento di migliaia di alberi che per anni hanno rifornito l’industria del mobile europeo. Il risarcimento verrà utilizzato per progetti a beneficio della comunità, dell’Amazzonia e dei popoli della foresta pluviale.

La sentenza costituisce un precedente importante nei casi di violazione dei diritti dei nativi brasiliani, poiché d’ora in avanti verrà applicata a tutti i crimini ambientali denunciati.

Se non ci fosse stato alcun riconoscimento di colpa, gli indigeni non avrebbero accettato l’accordo”, ha spiegato l’avvocato degli Ashaninka, in quanto le scuse forniscono, in qualche modo, una sorta di riparazione morale e simboleggiano una vittoria per tutti i popoli indigeni che hanno subito l’usurpazione delle loro terre e dei loro stili di vita tradizionali.





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