Un uomo del Bangladesh affetto da forte asma ha evitato l’espulsione dalla Francia dopo che il suo avvocato ha sostenuto che  rientrando nel suo paese avrebbe rischiato un peggioramento delle sue condizioni di salute, e forse una morte prematura, a causa dei preoccupanti livelli di inquinamento nella sua patria d’origine.

E’ la prima volta che viene pronunciata una sentenza del genere. La Corte d’Appello di Bordeaux ha annullato l’ordine di espulsione contro il quarantenne perché avrebbe comportato “un peggioramento della sua patologia respiratoria a causa dell’inquinamento atmosferico” nel suo paese dove la concentrazione di polveri sottili nell’aria è sei volte superiore al limite massimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Dr. Gary Fuller, esperto di inquinamento atmosferico dell’Imperial College di Londra, prevede una moltiplicazione di simili sentenze in altri paesi europei, i quali stanno cercando di riadattare i propri ordinamenti giuridici e politico-costituzionali di fronte alla pressante richiesta di far valere il diritto, individuale e collettivo, ad un ambiente salubre che implichi il diritto all’aria pulita e ad accedere all’acqua potabile. A livello internazionale, esiste inoltre il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti umani e l’Ambiente, incaricato di vigilare sull’effettivo rispetto di tali diritti, soprattutto in alcuni paesi in via di sviluppo dove la governance ambientale è pressoché assente.





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