Con obsolescenza programmata dei beni di consumo si intende la durata di vita ad orologeria di un prodotto – che nel tempo si è andata accorciando sempre più – prima che il consumatore sia di fatto obbligato a sostituirlo o per usura dei suoi componenti o per mancanza di pezzi di ricambio o per difficoltà e costo antieconomico della riparazione o ancora quando gli aggiornamenti dei sofware finiscono per compromettono il funzionamento dello stesso. Uno stratagemma per dare continuità ai profitti, più volte denunciato dai consumatori, su cui il Parlamento potrebbe intervenire, ovviamente a tutela di questi ultimi.

Nello specifico l’articolo 2 del disegno di legge, ora al vaglio del Senato, prevede il diritto a riparazioni a costi accessibili dei prodotti e dei servizi acquistati e all’assistenza tecnica per il tutto il periodo di commercializzazione del bene.

Inoltre, una volta terminata la produzione di un dispositivo, i pezzi di ricambio dovranno essere disponibili per almeno 5 anni a un prezzo congruo e proporzionato.





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