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Una inchiesta di Yahoo News ha rivelato il piano della CIA per rapire e assassinare Julian Assange

Una inchiesta di Yahoo News ha rivelato il piano della CIA per rapire e assassinare Julian Assange

Una recente inchiesta condotta da Yahoo News ha rivelato come nel 2017 la CIA, principale agenzia di spionaggio statunitense, e l’amministrazione Trump avessero preso in considerazione l’ipotesi di rapire ed eventualmente assassinare Julian Assange, giornalista australiano e fondatore del sito Wikileaks, al tempo rifugiato presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Secondo il reportage, che raccoglie le testimonianze di decine di ex ufficiali dei servizi segreti di Langley, la possibilità di una simile operazione sarebbe stata discussa anche “ai massimi livelli”, coinvolgendo tra gli altri Mike Pompeo, Segretario di Stato degli Stati Uniti dell’esecutivo Trump e direttore della CIA fino al 2018.

La discussione sulla possibilità di rapire o in extremis assassinare Assange sarebbe stata una risposta alla pubblicazione su Wikileaks di “Vault 7”, una serie di documenti che riportano nello specifico le attività e le effettive capacità della Central Intelligence Agency di svolgere attività di sorveglianza elettronica e di guerra cibernetica, in quella che l’Agenzia afferma essere la “più grande perdita di dati della sua storia”. “Pompeo e la dirigenza della CIA erano completamente distaccati dalla realtà perché erano imbarazzati dalla questione di Vault 7” ha affermato un ex ufficiale della sicurezza del governo Trump, “Volevano il sangue”. Da quanto riportato nell’inchiesta, infatti, alcuni esponenti dei piani alti dei servizi segreti americani avrebbero addirittura richiesto di passare al vaglio le diverse opzioni per portare effettivamente a termine l’assassinio. A complicare ulteriormente la vicenda, inoltre, secondo le dichiarazioni di diversi ufficiali, l’intelligence statunitense sarebbe stata allertata riguardo la possibilità che la Russia avesse sviluppato un proprio piano per portare Assange a Mosca.

La CIA ha per ora rifiutato di rilasciare commenti sulla vicenda.

Nel 2017, Pompeo aveva già rilasciato dichiarazioni su Assange, definendo Wikileaks “un servizio di intelligence non statale ostile”, una designazione particolarmente rilevante che avrebbe permesso alla CIA di mettere in atto misure aggressive di controspionaggio come quelle previste nei conflitti con altre agenzie estere, che non prevedono l’autorizzazione del presidente o del Congresso.

Il rapimento di Assange non era un’idea però condivisa da tutti. Diversi tra ufficiali e avvocati della Casa Bianca avrebbero infatti espresso i propri dubbi riguardo la legalità di tale operazione, che avrebbe rischiato di porre le basi per un vero e proprio attacco alla libertà di stampa in un Paese che della libertà ha storicamente fatto il proprio motto.

“In quanto cittadino americano, trovo assolutamente scandaloso che il nostro governo possa prendere in considerazione l’idea di rapire o assassinare qualcuno senza alcun processo semplicemente per aver pubblicato informazioni veritiere” ha affermato Barry Pollack, avvocato di Assange negli Stati Uniti, “La mia speranza e aspettativa è che le corti del Regno Unito prendano in considerazione dette informazioni e che queste rafforzino la loro decisione di non concedere l’estradizione verso gli USA”. Il fondatore di Wikileaks è stato infatti arrestato a Londra nel 2019, dopo essere stato sfrattato dall’ambasciata dell’Ecuador, dove aveva richiesto protezione in seguito alle accuse di stupro a suo carico giunte dalla Svezia, e sta al momento attendendo una pronuncia sulla richiesta di estradizione avanzata da Washington al governo britannico.

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