Mi viene suggerito un link per un’indagine finalizzata a delineare meglio il fenomeno della cosiddetta cannabis light, quella legalmente acquistabile in Italia con contenuto di THC inferiore a 0,6%. Sembra la solita trovata pubblicitaria di qualche azienda che vuol vendere cannabis light. Mi ricredo quando, aprendo il questionario, vedo il logo dell’Università di Parma e scopro che la ricerca è stata intrapresa dal Centro d’Economia della Sorbona.

Nel testo che precede le domande, apprendo che tale ricerca è finalizzata a migliorare le conoscenze della comunità scientifica e del legislatore sulla cannabis CBD e i suoi utilizzatori. Le risposte verranno infatti usate a scopo di ricerca da tre studiosi italiani: Alberto Aziani (Università Cattolica del Sacro Cuore), Annalisa Pelosi (Università di Parma) e Davide Fortin (Università Pantheon-Sorbona). Quest’ultimo è l’economista, collaboratore di Marijuana Policy Group, che ci ha aiutato a smontare una Fake News pubblicata addirittura da “Il Fatto Quotidiano”.

Faccio il test e mi colpisce il fatto che alcune domande sono relative al consumo di THC. In effetti i dati che sarà possibile ottenere saranno assolutamente interessanti.

Voglio saperne di più, così chiamo Davide. Durante una piacevole chiacchierata chiedo come mai tante domande sul THC. Davide chiarisce: “In realtà l’indagine è mirata a spiegare aspetti ancora ignoti del fenomeno. Chi usa la cannabis legale? Chi ha difficoltà a procurarsi quella tradizionale!? Chi non sopporta più gli effetti del THC!? Chi invece ricerca il THC!? C’è qualcuno che usa la cannabis light e i prodotti a base di CBD a scopo terapeutico?”. Tutto questo, attraverso semplici domande ai consumatori italiani che sono il vero e proprio oggetto dell’indagine. Chi risponde al sondaggio resta completamente anonimo dato che le risposte richiedono al massimo il sesso, l’età e l’impiego. Per avere un’idea della forma fisica, vengono anche richiesti il peso e l’altezza.

Alcune domande riguardano le motivazioni del consumo e il gradimento del prodotto, aspetti che possono certamente aiutarci a capire ciò che troppe volte viene interpretato solo alla luce di semplici opinioni personali. Per scrivere una nuova legge sulle sostanze psicoattive non sono sufficienti le idee personali, servono dati scientifici e analisi scrupolose.

Oggi sono innumerevoli gli studi che dimostrano come le leggi che vietano la cannabis, abbiano motivazioni ideologiche e non scientifiche. Il fenomeno della cannabis light, nonostante l’insensato ostracismo dei proibizionisti, ha dato vita a un mercato estremamente florido, tanto da essere in controtendenza alla crisi economica che sta affrontando tutto il Paese.

L’indagine – continua Davide – permetterà quindi di ottenere dati che ci guideranno nel capire cosa preferiscono gli italiani, cosa pensano della cannabis legale e del perché la consumano o l’hanno provata. Alla fine si capirà quale percentuale dei consumatori è interessato a una legalizzazione di tutta la cannabis”.

Perché l’indagine possa essere valida occorre che un numero elevato di cittadini vi partecipi e, per questo motivo vi invitiamo a fare il questionario che è divertente e vi prenderà meno di 10 minuti.

Lo trovate a questo link: https://forms.gle/yhxeqxqbAveR7p5H9





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