Non è la prima volta che si parla del potere benefico degli alberi, ma è importante continuare a sottolinearlo, specialmente in Italia dove abbattere alberi pare sia diventato sport nazionale.

Non solo piantare alberi è il metodo migliore per rallentare i cambiamenti climatici, ma è anche quello più economico. Impianti per assorbire la CO2? Carbon Tax? Accordi internazionali?
No, la risposta è piantare alberi!

Gli alberi crescono e assorbono CO2 i cui livelli aumentano sempre più sul pianeta. Se ci fosse un programma mondiale per la riforestazione, molte cose potrebbero migliorare.

Sulla terra ci sono circa 1.7 miliardi di ettari senza alberi, l’equivalente della superficie totale di USA e Cina assieme. Si potrebbero qui piantare alberelli nativi, che crescono in modo naturale, senza troppi accorgimenti, e senza richiedere soldi per la loro cura: ci vorrebbero trenta centesimi ad albero, scegliendo le specie giuste. Si potrebbero così riforestare zone tropicali, si potrebbero piantare più alberi nei pascoli, nelle città, lungo le strade.

La riforestazione, urbana e selvaggia,  è il metodo migliore per abbassare i livelli di CO2, dice Tom Crowther dell’ETH di Zurigo, l’autore principale dell’ultimo studio pubblicato su Science. Ci vorranno anni per una riforestazione completa, ma porselo come obiettivo sarebbe già tantissimo. Non occorrono grandi ordini dall’alto o la costruzione di mega impianti. Basta solo volerlo. Tutti possiamo piantare alberi, protestare con i nostri comuni quando vogliono abbatterne, partecipare o organizzare eventi di riforestazione nei campi abbandonati o gettare semi.

Iniziative del genere esistono già a livello globale, tra questi il Bonn Challenge, appoggiato da 48 nazioni, che si pone l’obiettivo si ripiantare 350 milioni di ettari di foresta entro il 2030. Ma si può fare molto di più secondo Crowther. Abbiamo molta strada da fare.





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