Canapa in piazza

Si è ufficialmente aperta questa nuova stagione di attivismo cannabico e, come avevamo previsto, questo potrebbe essere l’anno giusto per rivendicare il diritto a prendersi cura di una pianta con cui il genere umano ha vissuto in sinergia per migliaia di anni.

In tutta la penisola a ritmo serrato si stanno risvegliando gruppi di attivisti pronti a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla canapa e i suoi molteplici utilizzi, dalle fiere di paese alle fiere del settore per addetti e tecnici, dalle degustazioni alimentari a workshop amatoriali o aggiornamenti professionali, passando per eventi e manifestazioni pubbliche, raccolte firme e addirittura nell’istituire Social Club basati sull’infiorescenza di canapa certificata allo 0,2% di THC; insomma ogni argomento è buono ad aprire un dialogo con consumatori e non sull’importanza di questa pianta e della sua coltivazione ad ogni livello.

Abbiamo visto il 10 aprile nel piccolo paesino di Saracinesco (Roma) quanto sia diverso interagire con i cittadini all’interno delle loro piazze (Canapa in Piazza, un progetto open-source del Canapa Info Point) rispetto a quello che avviene nei grossi centri con le manifestazioni; due tipologie di attivismo molto diverse che rispecchiano le differenze di una grande città rispetto a tutte quelle piccole realtà che fino a ieri erano escluse dall’informazione underground e oggi sono il fulcro di un nuovo modo di fare informazione inter-generazionale. Questo è solo un esempio di come sia cambiato l’attivismo cannabico da quando è decaduta la “Fini-Giovanardi” e la direzione nazionale antimafia si è espressa con l’auspicio di una possibile legalizzazione per togliere introiti alla criminalità organizzata. Come sempre vi esorto a partecipare attivamente, nel modo che preferite, alla sensibilizzazione della nostra pianta sul territorio italiano; le iniziative si stanno moltiplicando e per chi lotta da anni, non è più possibile riuscire a seguire tutti i molti eventi, progetti, lavori istituzionali ecc..

Ora è giunto il tempo che tutti si impegnino a far conoscere questa pianta e le sue molteplici proprietà, non c’è più l’alibi della persecuzione, parlare di canapa alimentare, cosmesi, edilizia e/o di cannabis terapeutica con i suoi cannabinoidi è diventato un dovere civico di tutti noi.

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