Il primo ministro d’Australia, Scott Morrison ha annunciato che il suo paese pianterà un miliardo di alberi da qui al 2030 secondo il National Forest Industries Plan.

Nei prossimi undici anni verranno coperti 400 mila ettari di terreno con un investimento di circa 9 miliardi di dollari americani, un progetto che garantirà una riduzione significativa di gas serra proprio grazie agli alberi.

Ma non si tratta solo di diminuire i quantitativi di CO2 nell’atmosfera, verranno creati infatti circa 10mila nuovi posti di lavoro per realizzare e mantenere le foreste. In più il legno, le fibre e potenziali frutti derivati dalle foreste verranno usati nell’edilizia, nell’industria alimentare ecc.

L’Australia non è nuova a questo tipo di iniziative. Già nel 2016 aveva annunciato che avrebbe piantato 20 milioni di alberi entro il 2020.  In questo momento circa 52 mila australiani lavorano nel corpo forestale e si stima che fra turismo e produttività le foreste d’Australia contribuiscano già adesso all’economia del paese con un gettito di 20 miliardi di dollari.

In realtà l’Australia non è proprio così virtuosa quando si tratta di ambiente – trivelle, miniere, deforestazione sono presenti anche qui e ogni anno il paese immette nell’atmosfera circa 500 milioni di tonnellate di CO2. La decisione di riforestare nasce dalla constatazione che il continente si trova indietro sulla tabella di marcia per tenere fede agli accordi di Parigi che prevedono un calo delle sue emissioni di CO2 fra il 26-28% entro 2030 rispetto ai valori del 1990.

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