HipHop skillz

Un MC a grandezza naturale

Amir Issaa, non vuole filtri. Vuole mostrarsi esattamente per quello che è… A Grandezza Naturale. E noi non ci facciamo sfuggire l’occasione, vogliamo capire cosa è intervenuto nella vita del nostro rapper romano, per portarlo a questo cambiamento che, se avete ascoltato l’album, non potete non aver notato. L’uomo di prestigio adesso è pure un papà di prestigio.

 

Un MC a grandezza naturaleCiao Amir, ci conosciamo ormai da un bel po’ di tempo e mi fa molto piacere poter cominciare quest’intervista con le congratulazioni per la nascita di tuo figlio. Immagino sia un’esperienza meravigliosa, ce ne vuoi parlare?
Avere un figlio più che crearmi problemi per la mia carriera mi ha dato grandi stimoli e molta più carica. Vederlo crescere mi dà una grande spinta a continuare a fare quello che faccio con ancora più carica. Anche solo per guadagnare i soldi per mandarlo a scuola o dargli un futuro.

L’essere diventato padre sembra averti cambiato. Il tuo disco, A Grandezza Naturale, pur essendo un album piuttosto “smooth”, sembra proprio gridare questo cambiemento. Lo si percepisce nelle liriche, nell’attitudine. Amir 2.0?
Parlo di Amir che è un ragazzo di 33 anni ed è cresciuto, quindi parlo di quello che vivo. E’ tutto molto naturale, sarei ridicolo a parlare di quello che ero a 20 anni. Colleghi della mia età scrivono in modo adolescenziale, ma non fa per me. Cerco di fare rap per ragazzi della mia età, in Italia ancora non c’è ancora questa cosa ma sono speranzoso e credo che, come in Usa o in Francia, vedremo anche numerosi trentenni ai concerti rap. Con questo disco ho veramente voluto fare un rap più adulto.

Red Carpet Music è il nome della nuova realtà indipendente che ti vede nel doppio ruolo di artista e di discografico. Il tuo socio è G Romano, anch’egli beatmaker e produttore. E’ un periodo difficile questo, la crisi economica intacca tutto e tutti e la tua sembra una scelta decisamente coraggiosa. Raccontaci un po’ come è nata quest’esigenza, l’incontro con il tuo socio e gli obiettivi che ti sei posto.
Ho sempre sognato di avere un’etichetta come si usa da anni in Usa e in Francia. L’incontro con G Romano è stato casuale e da lì mi ha prodotto “Red Carpet Music EP” lo scorso anno. Voglio rappresentare l’altra facciata del rap in Italia, con una mentalità che mi rappresenti. Gli artisti saranno diversi, da Montenero (che è già abbastanza conosciuto come membro della Dogo Gang) al giovanissimo Sace, solo 16 anni. Puntiamo a creare un catalogo di dischi belli, con contenuto e che possano durare nel tempo.

In passato hai saputo “bucare” la pellicola che racchiude l’underground arrivando a conquistare un premio al MEI nel 2008 e ottenendo addirittura una nomination per il David di Donatello per la OST del film Scialla!. Cosa ti hanno lasciato e cosa ti hanno permesso di ottenere queste esperienze?
Mi hanno lasciato molti stimoli per andare avanti e mi hanno permesso di ottenere una grande soddisfazione personale e una credibilità davanti agli occhi di altri ambienti (come quello del cinema). Dopo 15 anni di solo Hip-Hop duro e puro sono stato contento di raggiungere altre persone con la mia musica.

Parlaci un po’ dei producers ai quali ti sei affiancato per la realizzazione di questo album… alcuni dei nomi che ho letto sono molto freschi…
Gli ultimi dischi di rap italiano che ho avuto modo di ascoltare sembrano tutte delle compilation con gli stessi produttori e gli stessi featuring. Sembrano tutti uguali seppur fatti da gente di talento. Io volevo fare qualcosa che suonasse personale e nuovo. I produttori del mio disco sono nomi minori ma non meno bravi come Moonbeaters, Skaze, Zef, Denny The Cool, Icy. Penso che in questo momento in Italia ci siano più producer validi che rapper validi, e sicuramente più originali.

Un MC a grandezza naturaleSe dovessi rapportarti a qualche artista o figura cinematografica del passato, a chi vorresti somigliare? Chi era il modello di Amir? E’ lo stesso anche ora, dopo la nascita di tuo figlio?
Vinz del film cult “L’Odio” mi ha certamente ispirato per la sua figura e per la trama del film a cui mi sento molto legato. A livello artistico ho cercato di ispirarmi a Nas, che ho trovato sempre molto profondo.

Sei sicuramente uno dei veterani della scena hip hop romana, con un ottimo curriculum e un notevole bagaglio di esperienze maturate. Ovviamente ti sarai anche tu accorto che il momento attuale italiano sta vedendo un’inflazione (addirittura!) dell’hiphop. Come ciclicamente accade con una certa regolarità, ora tutti ne parlano, tutti si sentono in grado di farlo, tutti sono insegnanti. Puoi lasciare qualche consiglio ai più giovani?
Agli ascoltatori dico di approfondire e di non fermarsi solo al loro artista preferito. L’HipHop è un mondo enorme ed è bellissimo, bisogna esplorarlo. Bisogna cercare sia quello che c’è stato prima sia quello che c’è oggi. È un grande movimento culturale. Ai rapper più giovani dico di non avere la smania di pubblicare canzoni fino a che non sono arrivati ad un buon livello. Con internet oggi rimane tutto online, bisogna stare attenti.

Mi piacerebbe sapere che cosa hai in mente per il futuro prossimo. Il disco sarà accompagnato da altri video oltre a quello di Inossidabile Pt. 2? E con la tua nuova condizione riuscirai a dedicare ancora molto tempo alla dimensione live?
Ho la fortuna di aver avuto mio figlio con una persona fantastica e mi organizzo con la mamma quando ho impegni. Mio figlio ha 12 anni e ogni tanto lo porto con me e si diverte. Il progetto per il futuro prossimo è curare l’etichetta a cui tengo molto, questo disco è stato solo un biglietto da visita per Red Carpet Music.

Grazie per la tua presenza e come sempre ti lascio un po’ di spazio libero, anche per far sapere ai nostri lettori dove poterti vedere live prossimamente…
Seguitemi su www.amirmusic.it per rimanere aggiornati su tutto ciò che mi succede e sui live. Grazie mille per lo spazio che mi avete dato!

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Giovanni “Zethone” Zaccaria



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