Ci sono volute iniziative da parte di diversi enti per coordinare le necessità sempre più incombenti dei nostri mari, le normative vigenti in materia e le esigenze dei pescatori locali, ma alla fine, e senza gradi sforzi, si è raggiunto l’obiettivo di creare una carta etica a cui diversi pescatori di Stromboli e Salina hanno voluto sottoscrivere.

Il risultato è addirittura più restrittivo di alcune leggi nazionali ed europee, ma di fronte al calo sempre maggiore della fauna ittica nel mare che costeggia le Isole Eolie è diventato strettamente necessario tutelare sia l’habitat marino che le attività locali di pesca. Un lavoro in team tra due fondazioni inglesi, la Blue Marine Foundation (Blue) e Aeolian islands preservation fund (Aipf), oltre che a un gruppo di biologi marini specializzati nel Mare delle Isole Eolie e il prezioso contributo dei piccoli pescatori che per primi e quotidianamente si scontrano con la mancanza di pesci.

Le piccole attività imprenditoriali firmatarie delle carta etica hanno ricevuto in dono delle casse frigo per tenere alto la qualità del pescato che viene prevalentemente venduto ai locali e ristoranti delle isole. Inoltre è stato creato un logo per rendere riconoscibile chi, con volontà e fermezza, ha deciso di mettersi in gioco per primo nella tutela ambientale, garantendo un pesce a chilometro zero e di qualità, oltre che provenire da una pesca sostenibile.

Ma il progetto non è fine a sé stesso: la stessa carta verrà proposta alle altre isole dell’arcipelago e a quelle limitrofe, perché applicare un codice sostenibile è un bene per noi e per il futuro di tutti.

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