vino-uva-vite-145243662-310x206Agosto, tempo di vacanze, di viaggi e di svago, quando noi italiani ci troviamo all’estero siamo sempre un po imbarazzati per la scelta del vino, abbiamo dei forti pregiudizi e proprio come ci succede con il caffè pensiamo che l’unico vino buono viene prodotto nel nostro paese.

In verità questo campanilismo deriva dalla scarsa conoscenza ed esperienza: infatti il buon vino esiste in tutto il mondo e con lo scambio di informazioni a livello globale anche Paesi senza particolare tradizione, ma con un clima adatto, riescono in produzioni eccellenti. Facciamo l’esempio di alcuni Paesi del centro-sud America come la California, il Cile e altri, ma anche in altri continenti come la Nuova Zelanda o l’Australia.

In questo articolo andremo quindi a degustare un vino straniero, iniziando da un Paese “quasi” confinante e che personalmente adoro: la Spagna. La scelta non è tra le più adatte ,visto che è un vino rosso invecchiato 3 anni in Barrique, abbastanza impegnativo da un punto di vista dell’accostamento al cibo, considerando che siamo in agosto, ma non è detto che non vi troviate a degustare ottimi formaggi stagionati o altri piatti adatti mentre siete in vacanza. Il vino tinto si chiama “Ribera del Duero” Riserva, un vino del 2006 che potrebbe esser bevuto anche tra 4 o 5 anni se conservato in modo adeguato, le cui uve sono coltivate nella regione del Rioja.

Andiamo alla degustazione, fatta qualche settimana fa, ma opportunamente riportata nel mio quaderno. All’esame visivo risulta limpido, di colore rosso rubino intenso, e consistente. L’intensità olfattiva è intensa e abbastanza persistente, una qualità abbastanza fine e con un bouquet di tutto rispetto: sul principio la nota alcolica risulta prevalente, fatto dovuto anche ai molti anni in bottiglia ma poco dopo troviamo sentori di frutta rossa sotto spirito, more, amarena, vaniglia e un ritorno della nota eterea (alcool). Alla gustativa risulta secco, caldo e abbastanza morbido, abbastanza fresco e poco tannico e abbastanza sapido. Traduco quest’ultima frase per chi non ci segue dall’inizio o per chi non ricorda: il vino risulta con il giusto grado di zuccheri (secco), caldo e morbido per quanto riguarda gli alcoli e i poli-alcoli, con un’acidità adeguata (abbastanza fresco), con pochi tannini (molto probabilmente non avrà riposato molto a lungo nel legno e comunque non in legno nuovo, che non è per forza un difetto), infine si valuta la sapidità (abbastanza sapido) con la quale si arriva alla “struttura del vino”, in questo caso di corpo.

Per concludere la gustativa il vino risulta abbastanza equilibrato, intenso, abbastanza persistente e di qualità abbastanza fine. Tra le considerazioni finali possiamo dire che il vino era abbastanza armonico e con uno stato evolutivo pronto, ma come accennato in precedenza potrebbe essere degustato tra 3 o 4 anni e risultare migliorato.

 





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