Nel Regno Unito i produttori di CBD hanno poco più di un anno di tempo per fare domanda di valutazione della sicurezza dei propri prodotti e fare in modo che restino in vendita: un passo in avanti storico, dato che molte nazioni devono ancora decidere se il cannabidiolo può essere venduto negli alimenti.

La Food Standards Agency (FSA) del Regno Unito ha anche dato raccomandazioni sui dosaggi e ha messo in guardia le donne incinte e le donne che allattano riguardo l’uso del CBD. La nuova regola alimentare del Regno Unito stabilisce che dopo il 31 marzo 2021, solo i prodotti che hanno «presentato una domanda valida saranno autorizzati a rimanere sul mercato».

Fino ad allora, i prodotti con CBD possono rimanere sugli scaffali dei negozi, a patto che siano: correttamente etichettati, sicuri da ingerire e che non contengano sostanze che rientrano nella legislazione sulle droghe.

L’agenzia aveva detto l’anno scorso che l’estratto di CBD non può essere venduto come ingrediente alimentare senza un’autorizzazione di sicurezza pre-commercializzazione perché fa parte dei Novel food. Ad oggi, nessun prodotto alimentare CBD ha ottenuto tale approvazione, anche se i prodotti sono ampiamente disponibili nel Regno Unito.

La FSA regola la sicurezza alimentare in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, il che significa che il provvedimento non si applica alla Scozia, dove la Food Standards Scotland è l’agenzia responsabile. Non si applica nemmeno a: cosmetici, vapes, prodotti che reclamizzano medicinali, prodotti contenenti THC o altre sostanze controllate.

La FSA ha anche consigliato alle donne in gravidanza e in allattamento di «non consumare prodotti con CBD» e ha raccomandato agli adulti sani di «pensare con attenzione» prima di prenderli, suggerendo di non superare una dose giornaliera di 70 milligrammi, o circa 28 gocce di olio CBD al 5%.

Fonte: cannabisterapeutica.info





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