NO TAPSempre più categorie di cittadini sperano che questo sia un autunno caldo e non parliamo di meteo, ma di politica, di economia, di scelte importanti per il futuro del Paese e nulla lascia ben sperare alla luce di un governo sbiadito e in balia delle vicende giudiziarie del signor B. e più in generale dei poteri forti. Come ogni estate va in scena la pantomima dei media che ci inondano di notizie ancor più effimere e superficiali di quando non facciano nel resto dell’anno con l’obiettivo primario è distogliere lo sguardo delle persone dai problemi importanti. A partire dai grandi temi di attualità, come le condizioni pietose in cui sono imprigionati i migranti nei CPT, la Tav e le centrali a carbone, e non ultimo il delirante progetto che vorrebbe far passare un enorme gasdotto proprio a San Foca, in Salento.

Nel cuore pulsante della crescita turistica di una macroregione che ha saputo sfruttare le proprie caratteristiche culturali e naturalistiche per attrarre sempre più turisti sul proprio territorio. In un momento di crisi come quello attuale, il governo decide di far arrivare un gasdotto nel nostro Paese. Niente in contrario, ma dove farlo passare? Proprio nel Salento, punta della crescita turistica in Italia. Un autolesionismo che sinceramente non so spiegarmi. I cittadini salentini ovviamente non ci stanno e si sono organizzati in comitati NO TAP (Tap dal nome della società che vorrebbe costruire il gasdotto). Ma il Salento e la Puglia sono protagonisti anche di una rinascita della canapa, tramite associazioni e singoli cittadini che si occupano dei più svariati aspetti per reintrodurre la Pianta nel quotidiano.

Citiamo tra le tante iniziative la seconda edizione di Salento in canapa 2.0 organizzato dall’associazione EcoRevolution. Tre giorni di dibattiti, convegni, aperitivi e musica a tema canapa, in pieno agosto nei pressi di Porto Selvaggio, uno dei parchi naturali più belli del Salento. Ci auguriamo che la prossima edizione possa essere ancora più ricca e partecipata. In agosto purtroppo abbondano anche cattive notizie, in questo caso gli effetti collaterali dell’attuale legge sulle droghe, infatti sono centinaia gli arresti in giro per l’Italia per pochi grammi di hashish o marijuana, siamo di fronte ad una catastrofe sociale che contribuisce notevolmente al degrado culturale ed economico del nostro Paese.

Siamo in ostaggio di leggi che passano sopra ogni diritto personale, di politici che non conoscono quello di cui parlano, non pagano mai le conseguenze dei loro reati, ma si ergono a giustizieri quando ad essere colpiti dalla legge sono semplici cittadini e consumatori, che si vogliono criminalizzare ad ogni costo con l’obiettivo di lucrare sulla repressione e aumentare il controllo… Non ci si rende conto delle conseguenze personali e collettive che può avere la galera per un ragazzo che non ha niente a che fare con la criminalità. Non ci si rende conto che in Paesi confinanti e civili, la detenzione di una o più piantine non è considerato reato e le nostre forze dell’ordine, impegnate a reprimere un fenomeno di massa diffuso e culturalmente accettato dalla società, potrebbero fare meglio il proprio lavoro e rendere le nostre città più civili e vivibili dedicando il loro prezioso tempo alla vera criminalità. Qualcuno tempo fa mi ha chiesto cosa accadrebbe se tutti i consumatori di ganja facessero outing, quasi in contemporanea e ovunque: in famiglia, con il vicino, con il barista, il commercialista, il medico e il meccanico. La risposta è stata più semplice di quello che potrebbe apparire: “Scopriremmo di essere molti di più di quello che pensiamo e cambierebbe tutto prima che ce ne accorgessimo”. 





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