Il grande fermento del mondo della canapa degli ultimi anni, che ha creato dei capitali non indifferenti, ha incuriosito e avvicinato molte grandi realtà che fino ad oggi erano relegate ad altri settori industriali. Tra queste il gruppo Turatti, leader mondiale nelle tecnologie di trasformazione alimentare con una grande esperienza nelle soluzioni per l’automazione, è entrato nel settore della canapa con nuovi macchinari, o adattando quelli presenti utilizzati per la lavorazione di altri prodotti. Testati e collaudati in occasione dell’ultima raccolta cominciata a giugno e tutt’ora in corso.
Alessandro Turatti, presidente dell’azienda, ci presenta Turatti Group. Speriamo vivamente che questo possa incentivare una strutturazione stabile della filiera produttiva della canapa in particolare italiana e incentivare questo mercato sostenibile.

 

Siete i primi in Italia ad aver creato dei macchinari specifici per incentivare la filiera della canapa?
Il nostro gruppo è sicuramente il primo ad avere affrontato a livello globale, le necessità dei produttori, con un approccio privilegiato dovuto alla presenza sul territorio nordamericano. L’avere clienti di rilievo in Canada ed in alcuni stati degli Stati Uniti quali California, Nevada e Colorado è stato di fondamentale importanza per poter creare una gamma completa di macchinari, adattandoli in un secondo momento alle esigenze dei produttori Italiani.

Quali sono i vostri macchinari e in cosa si differenziano da quelli già sul mercato?
La gamma dei nostri macchinari inizia dalla raccolta, passando attraverso tutte le operazioni di lavorazione per arrivare al prodotto finito. Abbiamo progettato ex-novo alcuni macchinari ed adattato alcuni esistenti che erano destinati alla lavorazione di altri prodotti.
Ora possiamo coprire l’intera filiera con la separazione delle foglie e dei fiori dalla pianta (stripping), separare con precisione e delicatezza foglie (trimming) ed infiorescenze e calibrare le infiorescenze stesse per destinarle a diverse destinazioni. Abbiamo sviluppato tunnel di essiccazione statici che riducono drasticamente le tempistiche di lavorazione e sistemi per sopperire alle grandi capacità richieste dal mercato nordamericano.
Durante la progettazione abbiamo reperito i più sofisticati sistemi d’analisi (in particolare per calcolare in ogni fase CBD, Terpeni e THC). Questo ha permesso di sviluppare sistemi completi attraverso un approccio olistico, che oltrepassa il mero processo di lavorazione considerando parametri che permettano la massima flessibilità in base al diverso utilizzo finale.
Siamo stati i primi al mondo ad incorporare la tracciabilità via Blockchain nei nostri macchinari, grazie alla partnership con una start-up padovana. Il nostro sistema è talmente innovativo da essere stato portato ad esempio nella Silicon Valley.

Adesso che nel mercato sono sempre più disponibili i macchinari per la lavorazione della canapa come cambierà il settore? Si incentiverà la filiera produttiva?
In Italia, la coltivazione della canapa è stata riscoperta negli ultimi quindici anni, grazie anche alla decisione da parte dell’Unione Europea di incentivarla. Occorre orientare e strutturare un serio progetto di filiera interamente italiana che possa unire l’agricoltura all’industria alimentare e farmaceutica.

Quali sono i vostri obiettivi?
Puntiamo a diventare il leader di processo a livello mondiale ed essere l’indiscusso punto di riferimento del settore. Questo grazie anche alla nostra presenza diretta in tre continenti (Europa, Nord America e Asia) che rappresentano l’80% della popolazione mondiale (e addirittura l’86% del PIL a livello globale) ed una capillare rete di distribuzione.

Sono previste anche soluzioni di noleggio o modalità simili?
Stiamo valutando varie formule e modalità di pagamento.

Avete già notato qualche cambiamento?
Certo. Esistono delle realtà molto dinamiche che stanno già pianificando l’uscita di prodotti innovativi, in particolare nel settore farmaceutico e alimentare.

Che consigli date a chi si sta inserendo nel mondo della coltivazione della canapa?
Nei limiti delle proprie possibilità, di viaggiare per poter vedere delle nuove realtà e cogliere nuovi trend, talvolta ancora in fase iniziale. Ad esempio in Canada e negli Stati Uniti i prodotti con canapa per il pet food sono in grande crescita.

Lascia un messaggio ai lettori…
Le bozze finali della Costituzione degli Stati Uniti sono state scritte su carta di canapa e tornare ai principi di libertà contenuti in questo documento, all’interno di controlli rigorosi ma scientifici, può portare ad un rinascimento di questa pianta. La sua versatilità la renderà di nuovo protagonista nel prossimo futuro e noi contiamo di cambiare questo mondo, una macchina alla volta.

Maggiori informazioni su home.turatti.com 

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