Una manifestazione di attivisti contro il proibizionismo a Trinidad e Tobago

Il governo di Trinidad e Tobago ha presentato due proposte di legge destinate, se approvate, a cambiare profondamente l’approccio legislativo verso il consumo di cannabis, ad oggi ancora segnato da un severo proibizionismo che sancisce la punibilità penale anche del solo uso personale.

La prima proposta di legge propone la depenalizzazione del consumo e del possesso di modiche quantità. Con l’obiettivo dichiarato di decongestionare le affollate carceri del paese caraibico, si propone la liceità del possesso fino a 30 grammi di marijuana e 5 di hashish. Oltre queste quantità e fino ai 60 grammi la sanzione sarà solo pecuniaria (seppur elevatissima, pari a quasi 7.000 euro), mentre sopra i 60 grammi si andrà incontro al processo per detenzione ai fini di spaccio.

Una seconda proposta di legge propone invece la legalizzazione del mercato della cannabis per fini medici, di ricerca e religiosi. Secondo la proposta un ente governativo si occuperebbe di rilasciare le licenze di produzione e distribuzione della cannabis legale ad imprese che abbiano almeno il 30% di capitale locale, per evitare un dominio delle aziende straniere nel mercato.

La proposta prevede anche pesanti sanzioni per coloro che fingano necessità mediche o religiose per acquistare legalmente cannabis. Ad esempio, un cittadino scoperto a presentare una falsa ricetta medica per ottenere la cannabis rischierebbe fino a 10 anni di carcere.





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