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Sulla strada tra Madurai e Kochi e possibile effettuare un’interessante visita ad una delle riserva naturali più selvagge del paese: le Nilgiri Hills. Il paesaggio è un susseguirsi di foreste vergini, che lasciano spazio a boschi di eucalipto e verdissime piantagioni di tè. Ogni tanto si incontrano camion stracarichi di merci e persone, oppure fuoristrada che azzardano sorpassi in curva mentre le moto che scendono rallentano per evitarli. Dopo alcuni piccoli insediamenti abbarbicati sulle pendici delle montagne arriverete a Ooty, la vecchia “capitale estiva” del Raj britannico.

È da questa città, tra mercati di spezie e vestiti usati, piccoli truffatori e calzolai che per poche rupie risistemano anche gli scarponi più malridotti, che è possibile trovare una guida in grado di organizzare un trekking per visitare la riserva del parco naturale nelle Nilgiri Hills, dove vivono oltre ai Toda diverse altre tribù. Una delle guide più famose in città è Shareef, un cinquantenne coriaceo dalla faccia vissuta, che fa questo lavoro da quando ha vent’anni e sostiene che una volta venissero solo hippy mentre ora si incontra gente di tutti i tipi.

Dopo circa una giornata di cammino tra colline e laghi, compaiono i primi villaggi Toda. Sono nuclei abitati di tre o quattro case, per un totale di circa quindici persone per villaggio. Molti di loro abitano nelle tradizionali capanne dalle pareti di legno e fango e il tetto di bambù. I Toda vivono grazie ai frutti della loro terra e all’allevamento dei bufali, considerati sacri al punto da incarnare la loro divinità protettrice. La vita dei Toda è molto simile a quella dei bufali, anche loro mangiano almeno cinque volte al giorno e sono assolutamente vegetariani.

Gli uomini sono alti e slanciati, così come le donne che portano lunghi capelli neri che non tagliano quasi mai. Anticamente anche gli uomini portavano i capelli lunghi e la barba incolta ma negli ultimi anni l’impatto della città inizia a farsi sentire. Fino a pochi anni fa qui non c’era nemmeno la corrente e le tribù dei Toda così come dei Badangas o quella dei Kurumbas lavoravano i campi vivendo vite semplici e ancestrali. Il loro mondo era basato su leggende e racconti che venivano cantate la sera intorno al fuoco. Oggi invece le cose stanno cambiando velocemente anche per loro. Con la corrente sono arrivate la televisione (donate dal governo) e i cellulari. Fino a non molto anni fa l’unico sistema che i Toda avevano di scambiarsi notizie erano le canzoni. La sera quando si ritiravano, capitava di avere ospiti membri di altre tribù che improvvisavano una canzone per raccontare a tutto il villaggio cosa succedeva a pochi chilometri di distanza, oggi invece basta fare una telefonata.

Un’altra tribù che è possibile visitare sulle colline delle Nilgiri è quella dei Kurumbas. Cugini alla lontana dei Toda, i Kurumbas invece praticano la caccia, principalmente di volatili e vivono di un’agricoltura di sussistenza. Abitano in capanne di paglia e fango, alcuni ancora in caverne o in rifugi di pietra, spesso adornano le loro abitazioni con alberi da frutto che naturalmente servono al loro sostentamento. A differenza dei Toda sono tarchiati, con nasi camusi e capelli ricci o crespi, alcuni antropologi sostengono essere imparentati alla lontana con gli aborigeni australiani, ma ad oggi non esistono studi scientifici chiari. Anche in questo caso i “selvaggi” saranno ben disposti ad offrirvi ospitalità in una delle loro capanne. Passare la notte in uno di questi villaggi è come fare un salto nel passato, l’oscurità avvolgerà tutto e la foresta si risveglierà lentamente intorno a voi, l’unico posto sicuro dove stare è attorno al fuoco, lontano dai rumori che provengono dal fitto dei boschi circostanti.

Quella delle Nilgiri è infatti una regione molto selvaggia, antiche foreste primigenie si alternano a grandi boschi di eucalipto e alle famose coltivazioni del tè delle Nilgiri. Attraversando le vallate infatti è molto facile imbattersi in animali che vivono ancora allo stato brado come i bufali selvatici o lo stambecco delle Nilgiri. Inoltre è possibile organizzare con una certa accortezza e con l’accompagnamento di guide esperte, l’amico Shareef vi saprà consigliare, anche la visita ai luoghi di caccia delle tigri che qui vivono ancora selvagge. Insomma un trekking dove l’avventura non mancherà.

 





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