The-Theory-of-Reggaetivity-Agent-Sasco

Assassin aka Agent Sasco, è nell’immaginario collettivo un artista dancehall, certo poliedrico ma pur sempre un artista legato a beat spinti e duri. Ed è proprio scardinando questa convinzione che l’album “The Theory Of Reggaetivity” vede la luce, a distanza di quasi dieci anni da “Gully Sit’n”. Questo lavoro ci mostra un Agent Sasco totalmente diverso da quello a cui siamo abituati.

Come suggerisce il titolo, l’album esplora in lungo e largo le sonorità del Reggae tralasciando le sonorità dancehall. Edito dalla label tedesca Germaica, molto attiva ultimamente, le produzioni sono affidate ad alcuni tra i nomi di spicco della scena giamaicana: Protoje qui in veste di produttore, Chimney Records, Sting International e i tedeschi Silly Walks Discotheque. Composto da 11 tracce più 3 skit, quest’ultimi realizzati dai figli dell’artista, il disco si apre con la title track che su un ritmo dagli echi dub ci illustra quelli che sono gli elementi e le “regole” della “Reggaetivity”: la positività, l’energia, la melodia. Dopo il primo skit dal titolo “What is the Reggae?” arriviamo a chiudere il discorso iniziato con la prima traccia, infatti “Reggae Origins” è un tributo alla nascita del genere e alle sue forti radici africane. Dopo “Health & Wealth” e “Feel Highrie” altro gioco di parole tra la parola High e Irie (parola del patwa giamaicano che possiamo tradurre come “cool”) arriviamo a metà del disco con “Mix Up”, il pezzo più conosciuto del lavoro in quanto è stato il singolo di lancio e ha avuto un buon riscontro nelle dancehall di tutto il mondo anche grazie alla base usata, un relick del famosissimo riddim “Heavenless”. È in questa traccia che troviamo l’Assassin a cui siamo abituati: la sua potente voce baritona, che spesso e volentieri ricorda il suo collega Buju Banton, si lancia in un dj style in pieno stile anni ‘90. In “Crazy” e “Slave No More” troviamo le uniche due combination del disco rispettivamente con Elesia Iimuria e Chronixx; dopo il tappeto ska di “Slave No More” i ritmi tornano a rilassarsi con “Stronger” e la davvero bella “Day In Day Out”, pezzo datato 2014 e ripescato per l’album fino a chiudersi con il one drop di “Country Bus”.

Credo che la vera forza di questo disco sia Assassin stesso, uno dei pochi artisti giamaicani che è riuscito a superare i confini del genere arrivando ad avere collaborazioni con artisti come Kendrick Lamar e Kanye West, il che ha puntato i riflettori su questo disco che pur non essendo un capolavoro è balzato al 3 posto della classifica di Billboard e ha ricevuto la giusta attenzione che spesso e volentieri è negata a lavori anche di maggiore fattura. In attesa di vederlo di nuovo protagonista di ritmi bashment ce lo godiamo in questa veste rilassata e riflessiva.

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