I ricercatori dell’Università di Toronto hanno completato la prima mappa cromosomica totale della cannabis sativa, scoprendo che antichi virus hanno cambiato il DNA della pianta per causare l’evoluzione di CBD e THC.

La mappa, ottenuta analizzando un incrocio tra la genetica Purple Kush e la varietà di canapa Finola, rivela che i geni che controllano la creazione di THC e CBD sono circondati da un DNA associato a un’infezione virale di lunga data. I virus cambieranno il DNA dell’organismo che li ospita per continuare a fare copie di se stessi, che è esattamente quello che è successo alla pianta nella notte dei tempi. Quel “DNA spazzatura” si diffuse nelle aree dei geni che erano responsabili della creazione di cannabinoidi alterando le sostanze chimiche che stava producendo.

La mutazione, raccontata in uno studio scientifico pubblicato su Genome Research è stata benefica, quindi si è stabilizzata. La selezione umana della pianta di cannabis ha ulteriormente rafforzato e messo a punto questi cambiamenti.

Tim Hughes e il suo team all’Università di Toronto, Jonathan Page dell’Università della British Columbia e Aurora Cannabis, e Harm van Bakel della Icahn School of Medicine del Sinai hanno collaborato alla stesura del documento che descrive la mappa cromosomica e le scoperte associate. I coautori hanno pubblicato la prima bozza del loro rapporto nel 2011, ma le conclusioni più interessanti sono arrivate quest’anno.

La nuova mappa rivela come canapa e marijuana, che appartengono alla stessa specie, si siano evolute come ceppi separati con proprietà chimiche distinte. Le piante di cannabis coltivate per uso ricreativo hanno contenuti abbondanti di THC, mentre la canapa produce maggiormente cannabidiolo (CBD).

Altre scoperte dalla mappa completa del genoma includono la conferma di geni separati per CBD e THC, il che significa che dovrebbe essere possibile creare una pianta di cannabis che non produce alcun THC, anche se i tentativi fatti finora non hanno avuto successo.

Il team ha anche scoperto il gene responsabile della produzione di un cannabinoide poco conosciuto chiamato cannabicromene (CBC). Ci sono centinaia di cannabinoidi noti per essere prodotti dalla pianta di cannabis, molti dei quali rimangono non identificati e non studiati.

Secondo gli studiosi il ritardo nel completamento di una mappa del genoma totale per la cannabis è stato dovuto al proibizionismo e alla relativa mancanza di ricerca.

“La scienza mainstream non ha ancora fatto abbastanza a causa delle restrizioni alla ricerca. La legalizzazione e l’incombente facilità della regolamentazione della ricerca offrono davvero opportunità per ulteriori ricerche da fare. E il Canada sta aprendo la strada”, ha raccontato a Science Daily Jonathan Page, coautore dello studio.

I ricercatori sperano che la mappa consentirà uno studio più agevole della pianta di cannabis ora che è possibile effettuare ricerche finanziate a livello federale in Canada.

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