thanks for vasellinaPiccoli trafficanti. L’uno schizofrenico idealista, L’altro paranoico disilluso. Charlie e Fil entrambi troppo travolti dalle proprie vite per avere successo coltivando e tirando a campare nell’illecito. E se vendere cannabis fosse lecito, farebbero qualcos’altro.  Questi cittadini marginali dell’impero romano in decadimento sono un residuo delle vite che hanno tentato di vivere. Figli senza futuro di genitori disgregati. Fil che piscia sul mondo e suo padre Annalisa che ha cambiato sesso, Lucia mamma ludopatica che nonostante tutto non rinuncia a credere all’amore, Charlie che esala gli ultimi respiri della sua voglia di giustizia per scadere lui nella disonestà. E Wanda, sovrappeso, assoldata come corriere e riempita di ovuli. Diciotto ovuli con la mano ferma della mamma di Fil.

In questi ovuli infilati dolcemente con mano femminile unta di vaselina si raccoglie la metafora della commedia. Il nostro subire quello che ci è concesso poter subire, senza distrarre il conducente, senza affanno, senza troppo dolore. E nel caso ci si può anestetizzare. Qui la cannabis è complice dello sfacelo globale dell’impero e personale dei protagonisti. La grow box diventa scenografia e la foglia di marijuana un’insegna fluorescente che attira sempre, ancora con quel suo fascino proibito che è diventato un marchio. Una miriade commerciale di marchi pop come questa commedia, con il suo linguaggio iperrealista dove l’organo sessuale maschile è tirato in scena con ancor più efficacia di un talk show televisivo. Un collage a lettere maiuscole dei titoli gridati di giornale.

thanks for vasellina2I personaggi sopravvivono a loro stessi fra pregiudizi e discriminazioni. Sono illusi, sfruttati e ora esclusi dalla festa di chiusura dell’impero. Vittime e in qualche modo complici del potere e delle sue verità nascoste. Delle sette e dei loro seguaci, dei cleri e la loro violenza. Thanks for Vaselina, “dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari” dopo il successo al Teatro Elfo Puccini di Milano, prosegue in altre città. Informazioni sul sito di Carrozzeria Orfeo. Diretto da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi con interpreti Gabriele Di Luca (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Alessandro Tedeschi (Annalisa), Francesca Turrini (Wanda). Musiche originali di Massimiliano Setti.

La sinossi dello spettacolo. Gli Stati Uniti d’America, con il sostegno dei paesi alleati, hanno deciso di bombardare il Messico, distruggendo tutte le piantagioni di droga e classificando le numerose vittime come “effetti collaterali”, con il pretesto di “esportare” la propria democrazia. Fil, cinico-disilluso, e Charlie, determinato animalista e difensore dei diritti civili, entrambi trentenni e con un futuro incerto, coltivano nel loro appartamento grossi quantitativi di Marijuana e, con due opposte motivazioni, decidono di tentare il colpo della propria vita: invertire il normale andamento del mercato della Marijuana esportandola dall’Italia al Messico. Ai due spacciatori si aggiungeranno Wanda, una trentenne obesa, insicura e membra di un fallimentare corso di autostima, e Lucia, madre di Fil, una cinquantenne frustrata appena uscita da una clinica per disintossicarsi dal vizio che la perseguita. Tutto si complica, però, quando dopo quindici anni di assenza, torna a casa il padre di Fil ed ex marito di Lucia, svelando a tutti il suo pericoloso segreto.
“Thanks for Vaselina” è la storia di esseri umani sconfitti e abbattuti. È un’”inculata” morbida, è una violenza non esplicita. Un ringraziamento quindi da parte nostra, non privo di una certa ironia, a chi si prende il disturbo di non farci troppo male. Un ringraziamento a tutto ciò che fa leva sul nostro dolore, sulle nostre speranze, sulla solitudine e il nostro bisogno d’amore per ricavarne qualcosa.





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