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Stato: Bangkok – Laos
Regione: Bangkok – Chang Mai – Vientiane – Luang Prabang
Capitali: Bangkok – Vientiane
Confini: Birmania – Cina – Cambogia – Indonesia
Clima: Monsonico – Tropicale Umido
Specialità gastronomiche: Path Thai – Laap

Il Sud-Est Asiatico, ovvero quell’area geografica compresa tra la Cina, l’India e l’Australia, è uno dei luoghi più belli, affascinanti e culturalmente stimolanti da visitare. Costumi, tradizioni e una ricca cucina fanno di questa parte di mondo uno dei migliori posti per chi ami i viaggi e l’avventura.

Tra i paesi più visitati ci sono Thailandia e recentemente anche il Laos. Grazie alle strutture turistiche e ai voli a buon prezzo la Thailandia e il Laos formano un’ottima accoppiata da cui partire alla volta di un viaggio davvero indimenticabile.

Il punto da cui iniziare è Bangkok, capitale del Regno di Thailandia, una metropoli di “soli” otto milioni di abitanti. Costruita alla fine del 1700 la città è un misto di grattacieli, palazzi d’oro e baracche sul fiume Chao Phraya. E’ sicuramente un luogo a cui dedicare almeno un paio di giorni, visitando lo splendido palazzo reale, il Wat Phra Kaeo, il quartiere cinese, i canali d’acqua navigabili, chiamati khlong, dove si trovano tra i più bei mercati del sud-est asiatico. Infine da non farsi mancare è una visita nei dintorni di Khaosan Road, piena di piccoli locali e bar dove trascorrere la notte, per quelli più “audaci” c’è anche il distretto a luci rosse di Patpong. Generalmente i turisti dopo un paio di giorni di traffico e caos made in Bangkok, tendono a puntare diretti verso le spiagge delle note località balneari di Phuket o Ko Samui. Errore, la direzione è il nord, alla volta del Triangolo d’Oro.

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La provincia di Chang Mai, a nord del paese, confina in parte con la Birmania, la Cina e il Laos, è qui che i generali ribelli birmani a metà degli anni ottanta installarono il loro regno di trafficanti d’oppio e fino alla fine degli anni novanta questo era uno dei luoghi più pericolosi della terra. Oggi, dopo l’arresto di Khun Sa, il Re dell’Oppio, uno dei più grandi trafficanti al mondo (che potete trovare nel film American Gangster di Ridley Scott), questa zona è diventata meta di turisti dediti al trekking. Arrivati a Chang Mai dopo una mezza giornata di viaggio in treno da Bangkok, si possono trovare numerose agenzie che offrono trekking di varia lunghezza, l’ideale, se non siete allenati, è di sceglierne uno di tre giorni, con la possibilità di pernottare presso uno dei numerosi villaggi Hmong della zona. Chang Mai inoltre è molto rinomata per i suoi numerosissimi templi, i wat, e per gli importanti monasteri buddisti. Costruiti in legno e riccamente adornati, nei wat sono spesso custodite immagini o reliquie di Buddha, a Chang Mai è possibile visitare uno dei più importanti templi del buddismo, il Wat Phra Sing dove viene custodita l’immagine del Lion Buddha. Chang Mai inoltre è il punto più comodo da cui organizzare una crociera sul Mekong alla volta del Laos. Stipati su grandi barconi, imbottiti di pillole antimalarica e dispersi in mezzo alla foresta laotiana, potreste pensare di trovarvi dentro Apocalipse Now, cercate di non sbroccare e di non acquistare armi o eroina che i pescatori dei villaggi cercheranno di vendervi durante le tappe del viaggio. Godetevi invece la natura, il placido scorrere del fiume e l’ottima cucina, arrivando sani e salvi a Luang Prabang, capitale dell’omonimo antico regno. Il Laos è una repubblica popolare socialista, ma a differenza della Cina non ha conosciuto quasi nessun tipo di sviluppo industriale. Sostanzialmente un paese di contadini e monaci, per lo più ricoperto di una foresta inestricabile, il Laos sta conoscendo solo recentemente una certa apertura al mondo esterno. Qui la strana convivenza del buddismo e del socialismo hanno realizzato una sintesi più unica che rara. Luang Prabang è un’ex colonia francese, le strade vengono chiame route ed è possibile mangiare baguette calde con il camembert, l’architettura dei vecchi edifici coloniali si mescola a quella dei palazzi imperiali, come l’Ho Kham con le sue pagode e le pareti in tek finemente cesellato. Avendo un po’ di tempo è possibile esplorare i dintorni, le caverne di Pak Ou o il villaggio di Ban Xang Hai, un tempo rinomato per il suo formaggio.

IMG1le caverne di Pak Ou

Lasciata Luang Prabang la prossima meta è Vang Vieng, la Las Vegas del sud-est asiatico. Situata a ridosso del fiume Song, quest’anonima cittadina viene segnalata dalle guide turistiche più per i suoi svaghi che per le sue bellezze naturali. Immersa in una verde vallata e circondata da picchi rocciosi che spuntano dalla nebbia, sembra quasi finta o uscita dalla prima serie di Dragon Ball. Di vero, c’è che qui ci si diverte, lo sport più popolare è il tubbing, la discesa lungo il fiume a bordo di enormi salvagenti, ad ogni ansa c’è un bar dove si serve di tutto, ma veramente di tutto, dalle spice cake ai frullati con i funghi. Evitare se soffrite il mal di mare. Proseguendo il viaggio l’ultima tappa del Laos è l’odierna capitale, Vientiane. Qui potrete godervi un sano ritorno alla civiltà mangiando pesce sul fiume, pernottando in confortevoli alberghi e visitando ancora qualche tempio o università buddista, non si sa mai, può sempre aiutare il karma. Ad unire Laos e Thailandia c’è il Ponte dell’Amicizia, una volta superato è possibile prendere un treno che vi porterà nuovamente a Bangkok, oppure se vi è avanzato del tempo potreste raggiungere le agognate spiagge nel sud del paese.

Il consiglio è quello di valutare la presenza dei monsoni, e nel caso di scegliere se andare verso Phuket e le stupende isole di Ko Phi Phi nel mare del Bengala, oppure deviare verso il golfo della Thailandia sulle altrettanto note isole di Ko Samui e Ko Pha Ngan, enjoy.

Mattia Coletto

 





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