peste-vino-terre-di-pietraSogno diventato realtà di Laura e suo marito Cristiano che nel 2007 lasciano comode carriere impiegatizie per il mondo del vino, seguendo la passione con cui realizzeranno questa magnifica azienda, che oggi conta 4,5 ettari e una produzione di circa 16mila bottiglie.
Numeri piccoli nel panorama del Valpolicella (zona dove convivono produzioni di grande qualità e imprese che cercano il “business” del vino), ma per fortuna esistono ancora aziende così! Dove si fa vino con passione e rispetto dell’ambiente, senza guardare solo al profitto. Non a caso l’azienda sta progressivamente abbandonando i prodotti chimici a favore di rimedi naturali, utilizza lieviti indigeni e per la fermentazione recupera vecchie cisterne in cemento abbandonate dai contadini.

Alla luce di queste considerazioni, si potrebbe pensare che la scelta di questa azienda sia dovuta a ragioni “filosofiche”, premio per le coraggiose scelte produttive, ma non è così: i vini sono buonissimi, tutti. In particolare abbiamo scelto il Valpolicella Superiore Vigna del Peste 2012. Di un bel rosso rubino, al naso sprigiona una complessità intensa, ma con un’impronta fine: fruttato, floreale, minerale; con profumi di ciliegie, frutta di bosco, liquirizia e spezie, dal chiodo di garofano al pepe nero.

In bocca è di corpo, secco e morbido, con struttura decisa, ma con un tannino delicato e una freschezza piacevole che lo rendono armonico ed equilibrato. Sicuramente un vino pronto ma che potrebbe tranquillamente invecchiare qualche anno in cantina per rivelare caratteristiche e qualità più mature e complesse per abbinarsi stupendamente a primi piatti saporiti e strutturati, selvaggina, tartufi. Infine una nota di colore: la bellissima etichetta disegnata dalla figlia di Laura e Cristiano… Una vera azienda famigliare!





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