La coltivazione del luppolo non si ferma mai, all’estero come nel nostro paese. Ogni anno nuove specie vengono ottenute incrociando le piante già conosciute, con grandi sorprese aromatiche e gustative. Le principali zone di coltivazione del luppolo sono sostanzialmente la Yakima Valley, nello stato di Washington; le grandi isole Australia-Nuova Zelanda e la zona europea che comprende Belgio-Germania-Repubblica Ceca. Tutti hanno caratteristiche differenti, con i tedeschi erbacei adatti per le lager, gli americani agrumati e gli australiani più tropicali (sto semplificando molto).

Ultimamente ho provato un neozelandese che mi ha sorpreso per la sua delicatezza. Si chiama Taiheke, è il risultato di un incrocio tra un Fuggle inglese, di cui prende la parte erbacea e un po’ pepata, e un Serebrianka, varietà russa che ricorda un po’ il tè nero, e presenta un α-acido di 6-8%.

Al naso è quasi dolce, con note molto floreali e terrose (tipiche dei luppoli neozelandesi), ma anche tropicali (mango). In bocca sorprende per la freschezza, dato che l’amaro non è troppo persistente, e presenta parti addirittura zuccherine, che ricordano la papaya. Il finale invece è leggermente astringente, agrumato e lascia la bocca molto asciutta.
Una bevuta semplice, perfettamente eseguita da Kernel Brevery, birrificio londinese famoso per le sue Pale Ales.
Cheers!

Michele Privitera
Titolare de “Il Pretesto Beershop” di Bologna





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