Le tagliatelle sono le ambasciatrici dell’Emilia Romagna nel mondo: quelle al ragù di carne hanno fatto la storia della cucina bolognese, mentre quelle ai funghi raccontano le zone più collinari e appenniniche e quelle al pesce la Riviera romagnola. Una tradizione che non va persa, ma va rilanciata, anche con qualche innovazione, data dalla farina di canapa. Come ha sperimentato Nevia Del Bianco a CanapaHouse Riccione: qui, nel cuore della Romagna, non si vive infatti di sola piadina. Inoltre, sono semplicemente due tradizioni che si incontrano: quella della pasta sfoglia, tirata rigorosamente al mattarello, e quella della canapa, una pianta coltivata fin dall’antichità in Emilia Romagna, per secoli traino dell’economia rurale.

La ricetta
Per la sfoglia è consigliabile aggiungere alla farina di grano duro una percentuale del 10% di farina di canapa e seguire, poi, la ricetta tradizionale, a partire dalle uova. Una volta impastato il tutto, occorre far riposare per almeno 30 minuti prima di “tirare” la sfoglia con il mattarello. A questo punto, raggiunta l’altezza desiderata, si può tagliare la sfoglia a tagliatelle, nella misura che più si desidera. Quindi portare a ebollizione l’acqua in una pentola e immergervi le tagliatelle, fino a cottura ultimata.

Per il condimento, invece, preparare un pesto di pistacchi e finocchietto selvatico (in inverno si possono usare i fiori secchi): dopo averli opportunamente pestati, aggiungere olio evo e lasciare macerare per almeno 3 ore.

Una volta cotte le tagliatelle, far sciogliere un po’ di burro in una padella antiaderente e, dopo averle scolate, versarle “tirandole” a fuoco medio aggiungendovi formaggio grattugiato a piacimento. Dopo questa fase, condirle con il pesto e girarle. Infine, aggiungere petali di mandorle tostate e servire. Si consiglia di abbinare le tagliatelle di canapa al finocchio selvatico a vini leggeri oppure una gustosa birra alla canapa come quella prodotta da CanapaHouse Riccione.





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