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I Paesi europei ridurranno le emissioni di CO2 e investiranno nelle energie rinnovabili. O almeno è ciò che è emerso dall’accordo raggiunto in Commissione europea sui target vincolanti di riduzione del 40% della CO2 e il raggiungimento del 27% delle rinnovabili per il 2030. «Un obiettivo particolarmente ambizioso – ha spiegato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso – ma è la pietra miliare più efficace in termini di costi nel nostro percorso verso un’economia a basse emissioni. Anche l’obiettivo di raggiungere il 27% di energie rinnovabili è un segnale importante: rappresenta stabilità per gli investitori, stimola l’occupazione verde e rende più sicure le nostre forniture energetiche.».

In entrambi questi settori, la canapa può sicuramente essere una scelta decisiva. Innanzitutto è praticabile da subito e inoltre può aiutare sia nella riduzione delle emissioni di CO2, che nel campo delle energie rinnovabili, dove è considerata una coltura ad alto rendimento energetico e basso impatto ambientale. La canapa sequestra CO2 dall’atmosfera sia in fase di crescita come coltivazione, sia se utilizzata in edilizia e nella riqualificazione energetica, il tutto in un mercato in cui l’edilizia tradizionale incide per il 30/40% sulle emissioni di CO2 totali. La canapa è capace di catturare più CO2 dall’atmosfera di quella che viene prodotta durante la lavorazione. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa sequestrare 325 kg di CO2. Secondo l’azienda Equilibrium, un metro cubo di Natural Beton, il composto di calce e canapa prodotto dall’azienda, può arrivare a sequestrare dall’atmosfera fino a 60 kg di CO2. Ma Equilibrium non è la sola azienda che si occupa di questo settore in Italia. C’è ad esempio Calcecanapa o la Ecopassion GMBH, segno che è una realtà in espansione anche nel nostro Paese.

Un ulteriore risparmio energetico e di emissioni di CO2 è dato dalla capacità che il biocomposito ha di mantenere l’ambiente interno della casa, caldo in inverno e fresco in estate, mantenendo una temperatura costante anche con grandi escursioni termiche esterne. Inoltre, tutta la struttura alla fine del suo ciclo vitale, può essere riciclata. Secondo le stime di rinnovabili.it la bioedilizia in canapa e calce ha permesso di risparmiare 43,2 tonnellate di CO2 solo nel 2012.





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