svizzeraIl governo non si oppone al fatto che iniziative come i cannabis social club vengano approvate in altri Cantoni, e riconosce il fatto che “l’attuale contesto del mercato nero non consente di rilevare compiutamente le caratteristiche della canapa e dei prodotti derivati” e che alcune delle sostanze da taglio rinvenute nell’hashish possono “risultare dannose”, ma rimane comunque contrario alla proposta di apertura di un cannabis social club nel territorio del canton Ticino.

“BELLA IDEA MA IL NOSTRO CANTONE NON NE HA BISOGNO”. Appare un controsenso la decisione del governo cantonale del Ticino, che da una parte riconosce le problematiche connesse al mercato nero delle droghe leggere e i possibili vantaggi dell’istituzione dei cannabis social club, ma poi nei fatti ha deciso comunque di bocciare la proposta dell’Associazione cannabis ricreativa Ticino (Acrt) che aveva richiesto di autorizzare nel Cantone l’apertura dei Csc in via sperimentale. Secondo il consiglio cantonale: “In Ticino non sussiste un’emergenza canapa, pertanto non chiederemo di avviare il progetto pilota propostoci”. In pratica, tradotta dal politichese la posizione del governo locale è: i cannabis social club sono una soluzione interessante, ma siete pregati di metterli in pratica altrove.

NUOVE INIZIATIVE ANTIPROIBIZIONISTE PER L’AUTUNNO. Secondo il presidente dell’Acrt, Sergio Regazzoni, la decisione di non approvare la proposta “è il risultato della scollatura della politica dalla realtà sociale. Se non esiste un’emergenza sociale – afferma – non si capisce come possano essere giustificati i 3700 casi di segnalazioni a polizia e magistratura ogni anno, né tantomeno i milioni di franchi che ogni hanno si spendono per queste procedure”. Tuttavia la campagna dell’Associazione cannabis ricreativa Ticino non si fermerà e per l’autunno sono già state annunciate nuove iniziative di sensibilizzazione.





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