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L’inflazione è al 900%, la fame tormenta gran parte della popolazione ed il governo del Sud Sudan investe gli ultimi spiccioli, sopravvissuti nelle casse dello stato alle ruberie continue ed ai costi della guerra civile, nel costruire una fabbrica di munizioni nella capitale e comprare ancora armi.

Nel frattempo i suoi soldati vanno scuola per scuola e portano via intere scolaresche per trasformarle in truppe fresche. Si calcola che circa 17.000 minori sono stati arruolati forzosamente dalle parti in conflitto. Ora che la stagione secca si annuncia rendendo percorribili strade prima preda della stagione delle piogge, si riprendono le ostilità e più autorevoli fonti parlano e paventano la decisione del Presidente Kyr e dei suoi alleati di andare fino in fondo. Si prospetta il genocidio della minoranza nuer. Non è un caso che si infittiscono gli attacchi ai media ed alle organizzazioni umanitarie. Devono andar via. Non si vogliono testimoni.

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La guerra che contrappone l’attuale presidente al suo ex vice, è stata volutamente trasformata in guerra etnica. Dinka contro nuer. In realtà la contesa è sui giacimenti di petrolio di cui il paese è ricchissimo e cui ambiscono più paesi e più compagnie petrolifere concorrenti. Interessi stellari hanno sostenuto ed armato due bande di affaristi assassini incuranti della macelleria che hanno provocato.

Centinaia di migliaia di morti, infinite distruzioni, stupri di massa. Sotto gli occhi di una missione di pace delle Nazioni Unite sempre più impotente per mancanza di una volontà comune tra i suoi finanziatori a scrivere la parola fine a questo abisso di orrori. Campi profughi delle Nazioni Unite sono stati assaltati e rasi al suolo. Rifugiati uccisi e donne violentate, senza che i caschi blu abbiano potuto schierarsi a loro difesa.

I signori delle “guerre umanitarie” in Sudan del Sud mostrano il loro volto più vero e più cinico. L’assassino Kyr è un “amico”, comunque. Sarebbe bastato incriminare lui ed il suo avversario per crimini di guerra, dare potere alle truppe Onu anche di combattere, laddove necessario, contro le milizie armate e provvedere all’arresto dei caporioni e si sarebbero scritte pagine diverse dalla barbarie che si è vissuta e che rischia di moltiplicarsi.





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