Quando una squadra del Sud Africa vince una competizione, una cacofonia di clacson, applausi e fuochi d’artificio rimbombano per le strade delle più grandi città. L’adrenalina nazionale aumenta e forse anche il PIL sale. Il Sud Africa vive per lo sport e spesso, il lunedì mattina le facce dei sudafricani riflettono il weekend sportivo appena trascorso.

Lo sport, più di ogni altra istituzione nazionale, è stato in grado di guarire vecchie ferite a livello politico ed economico. Rimane nella storia la vittoria da parte degli Springboks della Coppa del Mondo di Rugby, in casa nel 1995, quando Nelson Mandela indossò la maglia numero 6 del capitano della squadra – Francois Pienaar, un Afrikaner bianco – e i due si abbracciarono in un gesto spontaneo di riconciliazione razziale che toccò i cuori di tutto il paese.

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Durante il periodo dell’apartheid, lo sport era una questione prettamente razziale, ne fu un esempio il giocatore di cricket di Città del Capo Basil D’Oliviera: un talento mondiale punito perché aveva il colore “sbagliato” della pelle.

Squalificato dalla squadra di Città del Capo, D’Oliviera andò a vivere in Inghilterra nel 1960, diventando una delle stelle della squadra inglese.

Quando, nel 1968 fu selezionato per un tour dell’Africa, il governo del Sud Africa lo bandì e questo atto offese anche i britannici più conservatori che pian piano trasformarono il Sud Africa nella patria dello sport internazionale.

Questo è stato uno dei primi momenti sportivi che ha aiutato a guarire la spaccatura razziale del paese. Fu quindi nel 1992 che il paese tornò alle Olimpiadi per la prima volta, dopo essere stato escluso 32 anni prima. Nella finale femminile dei 10.000 metri di Barcellona, due ragazze dominarono il campo, correndo spalla a spalla, giro dopo giro: una era la sudafricana Elana Meyer, l’altra era l’etiope Derartu Tulu. Quest’ultima fu la prima donna africana a vincere un titolo olimpico, ma il momento memorabile fu quando la Tulu e la Meyer si abbracciarono correndo il giro d’onore insieme, ciascuna avvolta nella bandiera nazionale del proprio paese: una Afrikaner bianca e una nera africana insieme!

I principali sport in cui eccelle il Sud Africa sono i giochi aristocratici inglesi del rugby e del cricket e per oltre un secolo le squadre Sud Africane hanno tenuto testa a molti dei loro acerrimi nemici come Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda.

Ma è il calcio, o come viene chiamato in Sud Africa, il soccer, a conquistare i cuori della maggioranza sudafricana, il Sud Africa non è un gigante del calcio a livello mondiale ma è seguito intensamente e la qualità del gioco locale continua a migliorare, come dimostra il crescente numero di giocatori sudafricani che si spostano per giocare nei club europei più prestigiosi.

Ma il Sud Africa non è solo rugby, cricket e soccer, questo territorio africano ha allenato molti campioni del mondo tra i quali nuotatori, atleti, surfisti, golfisti e giocatori di tennis.

Inoltre, è la patria mondiale delle strutture sportive d’eccellenza in grado di ospitare decine di migliaia di spettatori in tutta comodità, ne è un esempio il Newlands Stadium, situato ai piedi delle montagne di Città del Capo o i meravigliosi campi da cricket Wanderers di Johannesburg.

Ma se si preferisce praticare sport per sé stessi e non solo guardare i grandi gareggiare, il Sud Africa è una destinazione mozzafiato e sarà difficile effettuare una scelta.

Per gli amanti del golf, il Sud Africa è un vero paradiso: solo a Città del Capo ci sono 10 campi da golf ben tenuti e accessibili. Vicino alla città di George sulla Garden Route si trovano i famosi campi da golf di Fancourt e Pinaccle Point considerati i migliori al mondo. Inoltre in tutti i campi offrono il servizio di ristorazione e di pernottamento.

Per gli amanti del surf la costa occidentale, a sole due ore di macchina della città, offre una delle onde sinistre più belle al mondo, in una spiaggia incontaminata spesso visitata da foche, delfini e balene. Un altro tesoro del Sud Africa, la Jeffrey’s Bay sulla costa sud-orientale, ospita ogni inverno uno dei campionati mondiali più importanti del Mondo.

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Per la sua particolare posizione sulla punta meridionale dell’Africa, Città del Capo è un luogo molto ventilato sia in estate sia in inverno. Il famoso “Cape Doctor”, vento da sud-est costante da ottobre a marzo, oltre a ripulire l’aria delle città dall’afa, dallo smog e dalle nuvole, garantisce agli appassionati di windsurf e kitesurf un divertimento assicurato. Anche qui le condizioni variano da acqua piatta a lunghe onde oceaniche parallele alla spiaggia alte fino a 4 metri.

Per gli appassionati del climbing, la catena montuosa che si sporge lungo la penisola di Città del Capo e prosegue verso est e ovest fino alle Drankensberg Mountains nel Lesotho, è uno dei posti più rinomati a livello mondiale per l’arrampicata sportiva. Molte zone sono attrezzate e curate, altre però sono ancora naturali e sono più adatte per il climbing tradizionale.

Anche il ciclismo e la Mountain Bike sono molto praticate e non mancano strutture attrezzate e percorsi organizzati, nel mese di Marzo, inoltre, si svolge la gara ciclistica di Cape Argus, famosa per avere il maggior numero di partecipanti al mondo.

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Una delle esperienze più emozionanti al mondo è sicuramente l’incontro con il grande squalo bianco della costa del Capo: nel centro della False Bay, la baia sull’oceano indiano di Città del Capo, si trova la colonia di otarie di Seal Island e intorno all’isola si è sviluppata la più grande concentrazione di squali bianchi al mondo. Questa esperienza adrenalinica attira visitatori da tutto il mondo e l’avvistamento è assicurato dal lavoro di organizzatissime compagnie locali.

Oltre a quelle elencate, le possibilità di fare sport offerte dal Sud Africa sono molte altre: dalla pesca sportiva alle immersioni subacquee, dallo snowboard sulle dune (sand boarding) al paracadutismo, dal parapendio all’equitazione, dal trekking al rafting ed altri ancora…

 





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