L’allarme pubblico e politico sull’utilizzo di cannabis da parte degli automobilisti è sovrastimato. Non vi sono prove certe circa un aumento degli incidenti, e in ogni caso i rischi correlati sono infinitamente più bassi che nel caso di altre sostanze come l’alcol. Ad affermarlo è uno studio ufficiale condotto dallo stato del Michigan, dove la cannabis è stata legalizzata nel novembre scorso.

Lo studio, coordinato dal direttore della polizia dello stato e condotto da un team di professori e medici, è giunto alle proprie conclusioni dopo aver a lungo studiato le ricerche preesistenti sulla relazione tra cannabis e guida e dopo aver condotto propri test insieme alla polizia di stato del Michigan.

La ricerca (consultabile a questo link) afferma che «vi sono dubbi circa l’aumento del rischio di incidenti stradali da parte di automobilisti sotto l’effetto di cannabis». Studi passati, nota la ricerca, avevano stabilito nel 25% il tasso di aumento del rischio per gli automobilisti sotto effetto di droghe leggere, ma secondo lo studio del Michigan, questo tasso non è dimostrabile perché tutti i casi analizzati presentavano altri fattori di rischio (ad esempio contemporanea presenza di metaboliti dell’alcol nel sangue o fattori legati all’età).

Inoltre la ricerca del Michigan ha analizzato anche il comportamento degli automobilisti-consumatori, concludendo che, se è vero che chi si trova sotto effetto di cannabis è meno reattivo agli imprevisti, e quindi teoricamente a maggior rischio di incidenti, è altrettanto vero che: «I soggetti sotto effetto di cannabis tendono a guidare più lentamente, ad aumentare la distanza di sicurezza e a correre meno rischi rispetto a chi è sobrio, andando così a mitigare i rischi dati dall’effetto della cannabis».

Lo studio certifica anche che in Michigan, come d’altro canto in tutti gli altri stati Usa dove studi simili sono stati condotti, non vi è stato alcun aumento percentuale degli incidenti stradali dopo la legalizzazione della cannabis.





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