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Nuove strategie di controllo: scansione dell’occhio per i livelli di THC

Una nuova tecnologia per il controllo del THC è stata proposta in Usa da un'azienda alle forze dell'ordine

controllo occhio thc

George Orwell, che è poi lo pseudonimo di Eric Arthur Blair, se fosse vivo oggi, forse la prenderebbe sul ridere. O forse prenderebbe carta e penna per denunciare, come aveva sempre fatto, le storture del totalitarismo e delle tecnologie di controllo che oramai hanno anche superato ogni fervida immaginazione.

Viviamo in un mondo in cui ogni nostro movimento, acquisto e desiderio viene tracciato e poi venduto per essere analizzato e affinare sempre meglio il controllo sulle gabbie dorate in cui viviamo, barattando la libertà per qualche comodità in più.

Videocamere, body-scanner nei posti sensibili, cani robot che supportano le forze dell’ordine là dove non riescono ad arrivare sono ormai la normalità, mentre ad ogni crisi economica e sociale, con la scusa della necessità di dover aumentare la “sicurezza”, i cittadini cedono pezzi della propria indipendenza.

Ma c’è un tema sul quale il controllo si esercita con più difficoltà rispetto ad altri settori, ed è proprio il caso della cannabis. Se oggi è prassi essere fermati per “soffiare il palloncino” e fare il test per vedere se il livello di alcolici assunti sia in regola, per la cannabis le cose si fanno molto più complicate, proprio per il legame indissolubile che la pianta ha con il corpo umano, esemplificato in maniera suggestiva dal sistema endocannabinoide.

Con la cannabis è più difficile fare i classici controlli degli stupefacenti per due ragioni: la prima è che nonostante i recenti tentativi, non è ancora stato inventato un metodo preciso e immediato che sappia dire, in un dato momento, quanti cannabinoidi una persona ha in corpo.

Ci sono gli esami di sangue, capello e urine, ma una pattuglia non può certo farli in strada su due piedi. Il secondo è che, anche nel caso che il malcapitato guidatore fosse portato in ospedale a fare gli esami, qualsiasi avvocato con un po’ d’esperienza dovrebbe riuscire a evitare spiacevoli conseguenze al proprio assistito per il semplice fatto che il THC rimane nel corpo per tempi lunghi, e non è possibile stabilire quando sia stato assunto.

CONTROLLO DEL THC TRAMITE LA SCANSIONE DELL’OCCHIO

Ma il controllo, oltre che un tema sempre più presente nella nostra società, è anche un business, e da anni diverse aziende studiano metodi per sviluppare nuovi apparecchi. Ci avevano provato tempo fa con un sistema simile all’etilometro e ora una nuova azienda ha creato un nuovo dispositivo.

Una sorte di casco, da far indossare al guidatore una volta fermo, che, dopo qualche secondo di buio, farebbe brillare una luce intensa per scansionare elettronicamente il movimento dei bulbi oculari del sospetto.

“Gli occhi sono la finestra dell’anima. Gli occhi offrono un’immagine straordinariamente chiara dello stato mentale di una persona. Sono pieni di micromovimenti involontari e di risposte riflesse che trasmettono informazioni sulla disabilità o sulla sobrietà di una persona”, si legge sul sito web di Gaize.

Secondo Ken Fichtler – il fondatore dell’azienda che si dice favorevole alla legalizzazione e che questo è un metodo per mantenere le strade sicure nonostante gli studi indichino che la legalizzazione non ha portato ad un aumento degli incidenti stradali – la scansione non può essere usata come prova in tribunale, ma gli agenti di polizia possono usarla sul campo se hanno dei sospetti.

Da quanto riporta High Times l’azienda non è ancora in grado di quantificare il deterioramento come fa un etilometro tradizionale, ma può essenzialmente indicare se l’occhio risponda agli stimoli in modo diverso da come farebbe normalmente.

TG DV


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