Siamo nel XXI° secolo e scagli la prima pietra chi non ha mai utilizzato un social network, eppure ci sono diversi modi di approcciarsi a questo mondo.

Vi parliamo delle Storie, non quelle scritte sui libri o che si raccontano agli amici davanti ad un focolare; parliamo delle Storie Digitali, foto, video, boomerang e chi più ne ha più ne metta. Miliardi di dati immessi nella rete in tempo reale, così da far sapere agli amici/followers cosa si sta facendo, dove siamo e con chi.

Fin qui nulla di nuovo, siamo già abituati a prendere lo smartphone, e scorrere le storie di Instagram/Facebook/Whatsapp, come ossessi, molte volte non è neanche la curiosità a spingere il nostro dito a toccare lo schermo, ma soltanto la noia, e molto spesso l’invidia.

Vi sono diverse tipologie di utenti attorno al mondo delle “Storie”: possiamo trovare profili con una media di 1 storia ogni 5 minuti, ed altri che ne sconoscono completamente l’utilizzo, ma qualunque tipo di utente tu sia, non puoi esimerti dal commentare in mezzo a degli amici le foto di questo o quell’altro tizio/a.

Ebbene, è davvero questo lo scopo delle nostre giornate? Far sapere, a perfetti sconosciuti alle volte, dove siamo, con chi, e cosa stiamo facendo?!
Le solite frasi non bastano più, adesso ci sono gli #hashtag, le applicazioni che modificano volti, rendendo le persone più simili a cani, principesse, giraffe e chissà cos’altro.

Abbiamo imparato a condividere i nostri momenti con il mondo intero, ma solo per 24h; un giorno basta affinché centinaia di persone vi scrutino e diano il loro personale giudizio sulla vostra persona.

Così trascorrono le nostre giornate davanti al cellulare, non c’è più bisogno di uscire di casa per trovare gli amici, basta scorrere un po’ e mettere insieme le foto per conoscere la “Storia”.

Eppure abbiamo smesso di vivere i momenti, senza dover necessariamente condividerli con tutti; magari una volta la scusa era banale ma efficace: “Faccio una foto per ricordare questo momento”; ma adesso che le foto spariscono il giorno dopo, la scusa quale sarà?

La verità è che non ne abbiamo, siamo tutti, volenti o nolenti utenti dei social, ci rimane soltanto una scelta da fare: vivere la nostra Storia o condividerla.





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