Il 28 gennaio 2020 il ministro dell’Agricoltura francese Didier Guillaume, si è dichiarato pronto a vietare la triturazione dei pulcini maschi a partire dalla fine del 2021. I pulcini maschi delle galline ovaiole vengono regolarmente soppressi perché il loro allevamento non è ritenuto sufficientemente redditizio dalle aziende; infatti gli esemplari maschi non possono produrre uova, e nemmeno essere allevati per la loro carne, dato che per questo scopo si alleva un altro tipo di gallina. La Comunità Europea consente la macabra pratica della triturazione, tecnica utilizzata anche in Italia, purché avvenga entro le 72 ore di vita.

Intanto oltreoceano la United Egg Producers, l’associazione che rappresenta circa il 95 per cento dei produttori di uova degli Stati Uniti, ha annunciato che  entro il 2020 rinuncerà completamente a questa pratica sostituendola con la “selezione in-ovo”, una tecnica che permettere di selezionare le uova prima che al loro interno si sviluppi il pulcino.

Il ministro  francese si è espresso anche sulla castrazione dei maiali, che di norma avviene a pochi giorni dalla nascita senza anestesia e analgesia. Su questo fronte il ministro ha garantito di voler sviluppare con i veterinari un protocollo per la gestione completa del dolore.

Le associazioni animaliste francesi non sono soddisfatte e vorrebbero scelte più radicali da parte del governo che invece ha deciso di “non prendere misure incompatibili con l’economia”. Guillaume ha dichiarato che “esiste il benessere degli animali, ma mi impegno anche per il benessere dell’allevatore, è molto importante”. Il ministro ha liquidato le critiche affermando che se si imponessero divieti radicali, le persone continuerebbero comunque a mangiare carne di pollo o di maiale importata con un danno sicuro per gli allevatori francesi.





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