Nome Botanico: Stevia rebaudiana Bertoni
Famiglia: Asteraceae
Nomi comuni: gli indios Guaranì la chiamano Ka’a He’e (Ka’a = erba He’e = dolce)
Cenni storici: La pianta di Stevia è una pianta perenne, che fa parte della famiglia delle Asteraceae, che include piante come il girasole o il dente di leone. Il Dr Bertoni è stato il primo a descriverla e darle il nome nel 1899: Stevia Rebaudiana.

Il nome fu attribuito in onore di un chimico proveniente dal Paraguay, chiamato Rebaudi; nel suo resoconto Bertoni riportò la sua sorpresa nel riscontrare l’estrema dolcezza della più piccola delle foglie,affermando che non sarebbe stato più necessario ricorrere ad altri dolcificanti dal momento che una piccola quantità di foglie erano sufficienti per addolcire la più amara delle tazze di caffè.
I primi ad utilizzare la Stevia tuttavia furono gli Indios Guaranì, infatti all’arrivo dei conquistadores si notò che questa pianta era già alla base di molte ricette locali.

La Stevia, oggi, è conosciuta da molti popoli, oltre che per il suo potere dolcificante, anche per le proprietà medicinali ed è usata dai popoli indigeni del sud America per le sue doti curative. Viene usata come dolcificante, in quanto sarebbe molto più dolce del comune saccarosio. I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A. Il suo uso nei prodotti alimentari è vietato in Europa e USA in quanto alcuni suoi componenti come lo steviolo e lo stevioside sono noti da tempo come cancerogeni. Nel documento riportato, la FDA ne ammette l’uso come integratore dietetico, ma non come ingrediente o additivo alimentare. I suoi sostenitori, alcuni dei quali arrivano a sostenere l’esistenza di un complotto delle compagnie dei dolcificanti, pur ammettendo che la Stevia contiene sostanze di per sé cancerogene, ritengono che essa non sembri avere controindicazioni, diversamente dal saccarosio raffinato, che aumenta la glicemia e favorisce il diabete, e dai dolcificanti ipocalorici contenenti aspartame, ritenuti tossici da diversi studi. In vivavio erano acquistabili piantine di Stevia fino al 2000, anno in cui fu bandita dalla UE. Esaminando i dati disponibili dai Paesi che ne fanno uso anche come infuso, la FAO e l’OMS hanno stabilito una dose massima giornaliera di 2 mg/kg peso corporeo di steviolo. Questo limite, nello studio della FAO, ha un fattore di sicurezza 200, ossia è 200 volte inferiore alle quantità assimilate senza rischi dai soggetti di studio.

Distribuzione: la Stevia viene soprattutto coltivata in Paraguay, Brazil, Japan and China e Mexico. Tuttavia anche se non commercialmente viene coltivata in tutto il mondo

Coltivazione: Non cresce bene nei terreni compatti, preferendo quelli sciolti, mentre è abbastanza tollerante per l’acidità del suolo. Richiede un’esposizione soleggiata o semi-ombreggiata. Non è molto resistente al gelo, quindi va protetta portando in serra o al coperto le piante durante i mesi freddi, riportandola all’aperto dopo le ultime gelate primaverili. Si moltiplica solitamente per seme, e anche la talea dà una buona percentuale di successo. I semi sono minuscoli, e prima della semina vengono solitamente mescolati con della sabbia per impedire una germinazione troppo fitta. La percentuale di germinazione è molto ridotta. Si consiglia di non far seccare mai la composta durante la germinazione. Le piantine vengono trapiantate individualmente quando hanno messo il secondo paio di vere foglie, mettendole a dimora all’esterno dopo le ultime gelate, fornendo loro una certa protezione fin quando la pianta è ben avviata.

Aspetto: la Stevia rebaudiana è una pianta annuale, non molto resistente al gelo, coltivata solitamente come semi-perenne. Arriva ad un’altezza di circa mezzo metro, ha fiori ermafroditi, impollinati dagli insetti. Ha foglie ovate, opposte.

Preparazione e dosaggio: secondo alcuni studi lo stevioside è tra 110 e 270 volte più dolce del saccarosio, il rebaudioside A tra 150 e 320, e il rebaudioside C tra 40 e 60. Considerando il contenuto medio degli estratti, risulterebbe che una foglia fresca, o un quarto di cucchiaino di foglie essiccate corrisponderebbero ad un cucchiaio di zucchero (durante l’essiccazione il peso della pianta fresca si riduce dell’80%)

Effetti: la Stevia viene utilizzata in molte preparazioni psicoattive come dolcificante nel the di Ilex Paraguensis o Yerba Matè dagli Indios Guaranì.

Usi: la Coca Cola in Giappone la usa come dolcificante per la Coca Cola Light (Diet Coke). Ne è approvato ufficialmente l’uso in 10 paesi, inclusi Giappone, Paraguay e Brasile. Viene coltivata intensivamente in Thailandia, Israele e Cina. In Brasile è anche utilizzata come rimedio della medicina popolare per il diabete. Generalmente è usata nei soft drinks, nelle gomme da masticare, come tavolette dolcificanti, negli sciroppi e nei prodotti farmaceutici.

Forme commerciali e regolamentazione: negli USA può essere venduta come supplemento dietetico ma non come dolcificante o additivo per cibi. In Europa nel 1999 la Commissione sugli Additivi nei Cibi dell’OMS e il Comitato Scientifico per gli Alimenti dell’Unione Europea, segnalano la pericolosità della Stevia come additivo alimentare, poiché un suo metabolita, lo steviolo, è da tempo un noto carcinogeno. Conseguentemente il 22 febbraio 2000 la Commissione Europea, seguendo le opinioni del Comitato Scientifico per gli Alimenti – SCF, ha deciso che la Stevia Rebaudiana (pianta ed estratti secchi) non può essere immessa nel mercato come alimento o come additivo alimentare.

a cura di Pietro Bonomo
fonti: Wikipedia, Steviarebaudiana.com

 





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